Interrotta la corsa clandestina di cavalli: al vincitore sarebbero andati 50 mila euro

Nel mese di novembre, i carabinieri di Paternò e Nicolosi, hanno denunciato sette catanesi, di età compresa tra i 20 ed i 68 anni, perché ritenuti responsabili, in concorso, di maltrattamento di animali, divieto di combattimento tra animali, spettacoli o manifestazioni vietati ed interruzione di pubblico servizio.

I militari nel corso della loro attività investigativa sul territorio avevano appreso che nel comune di Nicolosi, si sarebbe tenuta una corsa clandestina di cavalli che, tra l’altro, avrebbe visto la partecipazione di un pubblico che si preannunciava particolarmente numeroso attirato anche dall’elevata posta in palio a disposizione del vincitore quantificata in ben 50mila euro.

I militari hanno così individuato nella località Monte San Leo il luogo ove si sarebbe svolta la competizione clandestina e, così, hanno predisposto la dislocazione delle pattuglie per l’identificazione delle persone coinvolte. I carabinieri hanno constatato la presenza di diverse centinaia di persone radunatesi a bordo strada per assistere all’evento e, al fine di evitare incidenti, hanno proceduto a disperdere il pubblico riuscendo a bloccare uno dei due furgoni utilizzati per il trasporto degli animali in gara.

Questa è soltanto l’ultima investigazione portata avanti dalle forze dell’ordine nel Catanese. Nel corso del 2021 sono stati svolti numerosi controlli finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati che riguardano gli equini, con serrate ispezioni in maneggi o stalle abusive (allestite spesso in garage o locali di fortuna anche nel centro cittadino) e al contrasto su larga scala delle corse clandestine.

Le corse clandestine di cavalli, insieme alle scommesse illegali sono attività lungamente sottovalutate che rappresentano una plateale manifestazione del potere della criminalità, un’esaltazione dell’illegalità che trova, purtroppo, ampia risonanza anche sui social. Contrastare questo delitto, oltre a salvare animali, significa contrastare la mafia e riconsegnare il territorio alla legalità.

Come ricorda il Rapporto Zoomafia nel 2020 sono stati registrati 12 interventi delle forze dell’ordine, 10 corse clandestine denunciate, di cui 3 bloccate, 133 persone denunciate di cui 58 arrestate, 48 cavalli sequestrati. Dal 1998 al 2020 compreso, sono state denunciate 4039 persone, 1352 cavalli sequestrati e 137 corse e gare clandestine bloccate o denunciate.

Questa attività criminale, oltre a sottoporre gli animali coinvolti a maltrattamenti e a condizioni di detenzione esasperate, rappresenta un mezzo di riciclaggio di proventi illegali, di controllo sociale e di dominio territoriale.

Se si vuole vincere per davvero la lotta occorre adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata.

Scritto da Eleonora Emanuele

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Nel mese di novembre, i carabinieri di Paternò e Nicolosi, hanno denunciato sette catanesi, di età compresa tra i 20 ed i 68 anni, perché ritenuti responsabili, in concorso, di maltrattamento di animali, divieto di combattimento tra animali, spettacoli o manifestazioni vietati ed interruzione di pubblico servizio.

I militari nel corso della loro attività investigativa sul territorio avevano appreso che nel comune di Nicolosi, si sarebbe tenuta una corsa clandestina di cavalli che, tra l’altro, avrebbe visto la partecipazione di un pubblico che si preannunciava particolarmente numeroso attirato anche dall’elevata posta in palio a disposizione del vincitore quantificata in ben 50mila euro.

I militari hanno così individuato nella località Monte San Leo il luogo ove si sarebbe svolta la competizione clandestina e, così, hanno predisposto la dislocazione delle pattuglie per l’identificazione delle persone coinvolte. I carabinieri hanno constatato la presenza di diverse centinaia di persone radunatesi a bordo strada per assistere all’evento e, al fine di evitare incidenti, hanno proceduto a disperdere il pubblico riuscendo a bloccare uno dei due furgoni utilizzati per il trasporto degli animali in gara.

Questa è soltanto l’ultima investigazione portata avanti dalle forze dell’ordine nel Catanese. Nel corso del 2021 sono stati svolti numerosi controlli finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati che riguardano gli equini, con serrate ispezioni in maneggi o stalle abusive (allestite spesso in garage o locali di fortuna anche nel centro cittadino) e al contrasto su larga scala delle corse clandestine.

Le corse clandestine di cavalli, insieme alle scommesse illegali sono attività lungamente sottovalutate che rappresentano una plateale manifestazione del potere della criminalità, un’esaltazione dell’illegalità che trova, purtroppo, ampia risonanza anche sui social. Contrastare questo delitto, oltre a salvare animali, significa contrastare la mafia e riconsegnare il territorio alla legalità.

Come ricorda il Rapporto Zoomafia nel 2020 sono stati registrati 12 interventi delle forze dell’ordine, 10 corse clandestine denunciate, di cui 3 bloccate, 133 persone denunciate di cui 58 arrestate, 48 cavalli sequestrati. Dal 1998 al 2020 compreso, sono state denunciate 4039 persone, 1352 cavalli sequestrati e 137 corse e gare clandestine bloccate o denunciate.

Questa attività criminale, oltre a sottoporre gli animali coinvolti a maltrattamenti e a condizioni di detenzione esasperate, rappresenta un mezzo di riciclaggio di proventi illegali, di controllo sociale e di dominio territoriale.

Se si vuole vincere per davvero la lotta occorre adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata.

Scritto da Eleonora Emanuele

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