Ad ogni specie il suo latte

In “Tom e Jerry”, negli Aristogatti e in tante altre occasioni ci è capitato di vedere dei bei gattini lanciarsi in un ciotolone di latte. È un immagine iconica, ma che non rappresenta del tutto la realtà.

Facciamo chiarezza, per i gatti, cuccioli o adulti che siano, il latte è un alimento super invitante, ma possono essere intolleranti o addirittura allergici allo zucchero presente nel latte ovvero il lattosio. I sintomi più comuni sono diarrea, vomito, gonfiore e gas addominale. Anche se il nostro gattino non dovesse avere questi problemi meglio evitare il latte vaccino.

Ogni mammifero cucciolo ha bisogno dei valori nutrizionali adeguati per la sua specie, contenuti naturalmente nel latte della mamma. Facendogli bere il latte di un’altra specie si possono creare diversi squilibri per via della diversa composizione del latte. Nel caso di quello vaccino esso serve per crescere un vitellino che pesa tra i 30 e i 40 kg alla nascita ed è per questo che contiene un alto contenuto di proteine e grassi, troppo alto per il fabbisogno di un gatto che alla nascita pesa solo 100g.

Prima dello svezzamento il gattino produce la lattasi, un enzima che serve per digerire il lattosio, ma subito dopo, attraverso lo svezzamento questo enzima viene prodotto sempre meno e in età adulta scompare del tutto la sua produzione, per questo non è necessario quindi inserire nella dieta del gatto questo alimento.

Soltanto nel caso in cui il gatto rimanga orfano e non si trovi un’altra mamma che lo accolga nella sua cucciolata allora sarà possibile dargli del latte speciale per gattini, adatto, appunto alle sue esigenze, che può essere acquistato in farmacia o nei negozi specializzati per animali, un medico veterinario saprà consigliarvi quello più adatto.

A cura di Ilaria Turi

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