Zoomafie: il traffico di cuccioli

Il traffico di cuccioli rappresenta uno dei fenomeni zoomafiosi più preoccupanti; nei Paesi dell’Unione Europea vengono “movimentati” circa 46 mila cani e solo nella metà dei casi è possibile la tracciabilità, il resto diventa profitto per il mercato clandestino. La moda del cucciolo di razza alimenta un traffico milionario e la tratta dei cuccioli dai Paesi dell’Est si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno.

Un animale non è un oggetto e acquistarne uno finisce sempre con l’alimentare un business, legale o sommerso che sia. L’adozione da un canile consente di contrastare il fenomeno del randagismo e contrastare la domanda del commercio di animali “di razza” e, quindi, anche l’incentivo per chi su questo business lucra illecitamente. Accanto al problema di tipo commerciale ed etico, il traffico illegale di animali comporta un elevato rischio di introduzione di malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. I cuccioli vedono la luce in situazioni esasperate. Vengono stipati in furgoni e trasportati per distanze enormi; troppo spesso sono a rischio di contrarre malattie trasmissibili o ne sono già portatori, con grave rischio anche per la salute pubblica. Gli animali, privi di certificati d’identificazione sono poi rivenduti all’interno del territorio nazionale, con riverberi fiscali illeciti.

I trafficanti sono organizzati in vere e proprie associazioni per delinquere che sono capaci di una notevole disponibilità economica. Posseggono mezzi e risorse umane e sono in grado di intrecciare rapporti criminosi con veterinari, negozianti e allevatori collusi. Costituiscono vere e proprie reti del malaffare, anche attraverso società di facciata. A fianco di questi gruppi vi è un traffico disorganizzato, portato avanti spesso da cittadini stranieri che vivono in Italia e che, fiutando l’affare, rientrano dai Paesi d’origine con cucciolate per venderle in Italia. In alcuni furgoncini usati per il trasporto di cittadini stranieri, quelli che fanno la spola tra il nostro Paese e quelli dell’Est, sono stati trovati cuccioli nascosti, alcuni addirittura legati con il nastro adesivo sotto i sedili dei passeggeri.

La gravità del fenomeno si comprende facilmente dai numeri: dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, fino al 2020 compreso, sono stati sequestrati 6565 cani e 92 gatti (dal “valore” complessivo di circa 5.252.000 euro). Ovviamente sono stime per difetto. L’analisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni, polacchi e, ovviamente, italiani.

A riprova del fatto che non si tratta di un “semplice” fenomeno di malaffare, la tratta dei cuccioli è diventata argomento di studio ed analisi dei Vertici Nazionali Antimafia, di Contromafie e anche della Commissione Parlamentare Antimafia.

di Eleonora Emanuele

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