Chi c’è sotto l’albero?

di Rosalba Matassa – medico veterinario

Per Natale vorrei un cucciolo”, sicuramente questa frase l’abbiamo sentita più volte o, magari, l’abbiamo anche detta!
Ma sentiamo anche, soprattutto negli ultimi anni, che un cucciolo di cane, di gatto o qualsiasi altro animaletto “non è un giocattolo o un peluche da mettere sotto l’albero”. Giusto non lo è!
Stiamo infatti parlando di esseri viventi che provano gioia e dolore, che hanno delle esigenze e che richiedono impegno e attenzioni.

E allora, qual è la cosa giusta da fare?

Non esiste una regola, non è giusto o sbagliato desiderare la compagnia di un amico a 4 zampe ma a Natale, come in qualsiasi altro periodo dell’anno, il dono cui dovremmo aspirare e al quale dovremmo educare i nostri bambini è quello di “accogliere” per amare e rispettare un compagno di vita, essendo consapevoli che ci dovremo prendere cura di lui.

La convivenza con un animale è una gioia ma anche una responsabilità che, una volta assunta, deve rimanere tale per tutta la durata della sua vita.

Per iniziare una serena convivenza è fondamentale conoscere il nostro compagno a 4 zampe, occorre pazienza, voglia di imparare da lui e con lui. Dobbiamo, quindi riuscire a capire i suoi bisogni e il suo linguaggio, anche se non verbale.

Ebbene si, gli animali ci parlano, comunicano con noi ma questo non vuol dire che i cani, ad esempio, siano degli umani con la pelliccia e la coda. Infatti i cani, canis lupus familiaris, conservano il potenziale repertorio comportamentale ancestrale dei lupi e dei canidi selvatici da cui discendono. Il cane pensa, agisce, caccia, marca il territorio, si pulisce, si riproduce, si prende cura della prole proprio come facevano i suoi antenati; insomma il suo comportamento e i suoi bisogni etologici sono ancora molto vicini a quelli che troviamo in un branco di lupi.

Il cane però, a seguito del lungo processo dell’addomesticamento e grazie al contatto che possiamo instaurare con lui sin dai primi mesi della sua vita, ci considera membri del suo branco e, così come avviene nel branco, instaura con noi un legame profondo e duraturo.

Uomo e cane presentano però anche tratti comportamentali simili e, per questo, il legame che si instaura ci appaga e ha in genere molto successo; infatti i cani come noi sono animali sociali e curiosi che amano l’interazione sia con i propri simili che con le altre specie (socializzazione intra e interspecifica), non ci dobbiamo meravigliare quindi se in molte famiglie si instaura una serena convivenza tra cani, gatti e altri animali.

È importante però non commettere errori, soprattutto nelle prime fasi della vita del cucciolo, che potrebbero poi creare dei problemi di relazione e, talvolta, disturbi del comportamento con conseguenze anche gravi sulla corretta gestione del nostro amici.

Prima di iniziare l’avventura con un nuovo compagno a 4 zampe innanzitutto è bene interrogarsi su quale sia la specie con cui la convivenza potrà essere più serena possibile, analizzando sia le affinità caratteriali sia il nostro stile di vita e il tempo che potremo dedicargli. Per questo dovremmo farci consigliare da persone esperte come il veterinario o, se la scelta è indirizzata verso il cane, l’educatore cinofilo.

Non dimentichiamoci poi che se desideriamo un cane o un gatto non sempre la scelta di un cucciolo è la migliore; pensiamo anche a quanti cani e gatti aspettano che una famiglia li adotti nei canili e nei rifugi, magari non più giovanissimi ma che sprizzano voglia di coccole e amore da donare. Forse per le nostre esigenze di vita non doverci sobbarcare l’impegno dell’educazione del cucciolo potrebbe essere l’inizio di una vita a 6 zampe molto felice.

A proposito di educazione è importante sapere che sin da quando un cucciolo viene introdotto in una famiglia, comincia a cercare indizi riguardo alla propria posizione nella gerarchia del branco e, durante le fasi della sua crescita, deve imparare il suo ruolo. Un cane equilibrato ed educato in maniera corretta arricchisce la nostra vita familiare e sociale; al contrario un cane ingestibile o aggressivo rappresenta un problema per sé stesso e per gli altri.

Al fine della formazione del carattere di un cane, e di ogni mammifero in generale, un ruolo fondamentale è svolto dalle cure parentali e dal gioco durante le prime settimane di vita. Infatti giocando con la mamma e i fratellini il cucciolo apprende i rapporti sociali e sviluppa attività comunicative. Attraverso il gioco, i cuccioli sviluppano una grande varietà di abilità fisiche ma apprendono anche l’autorità del “cane leader” e a scongiurarne il morso: se un cucciolo morde la madre con troppo impeto, lei lo riprende mordendolo a sua volta con forza, se morde un altro cucciolo con troppa forza, il piccolo colpito guaisce di dolore e smette di giocare. In tal modo i cuccioli imparano le regole di comportamento sociale e a controllare l’aggressività: tutti aspetti indispensabili per una buona relazione futura con gli esseri umani.

Anche per questo motivo in Italia, salvo problemi sanitari certificati dal veterinario, è vietato allontanare dalla mamma i cuccioli di cane e di gatto prima dei 2 mesi di vita.

Ci sono molte cose da imparare sulla corretta convivenza con un animale da compagnia e per questo, un buon proprietario deve informarsi, osservare e giocare con il proprio amico, perché ogni essere vivente è comunque unico e speciale. Ricorrere a un educatore o al veterinario, può essere un valido aiuto per i proprietari meno esperti o se compaiono comportamenti strani che ci fanno sospettare uno stato di disagio.

Quindi, con la consapevolezza che un animale non è un giocattolo di peluche, se quest’anno sotto il nostro albero di Natale troveremo un nuovo amico scodinzolante o che fa le fusa sicuramente questo regalo riempirà la nostra vita di impegni ma anche di grandi soddisfazioni.

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