Cane libero in proprietà altrui

Un cane lasciato libero non può entrare, senza autorizzazione, nella proprietà privata altrui. Il

proprietario è sempre responsabile di un’attenta e idonea custodia del cane e sarà chiamato a

rispondere (in sede civile e/o penale) di eventuali danni che questo dovesse causare a persone o a

cose.

In Italia, non è consentito lasciar vagare liberamente il proprio cane per le vie dei centri abitati.

La nostra normativa, per impedire fatti spiacevoli come aggressioni da parte di cani liberi a persone

o altri animali o, come detto, per tutelare gli stessi cani dal rischio di rimanere uccisi nel traffico,

stabilisce l’obbligo di condurre il proprio cane al guinzaglio quando ci si trova “nelle vie o in altro

luogo aperto al pubblico”.

Il proprietario, quindi, ha sempre la responsabilità di custodire in maniera idonea il proprio cane, il

quale, se libero, dovrà stare in casa o all’interno del giardino; dovrà, invece, passeggiare per le vie

solamente se tenuto al guinzaglio. Salva, ovviamente, la possibilità di correre e svagarsi nelle

apposite aree o fuori dai centri abitati. Ove il proprietario non rispetti queste statuizioni rischia di

incorrere in una sanzione amministrativa sino ad euro 258, come previsto dall’articolo 672 del

Codice Penale, per “omessa custodia e mal governo di animali”, oltre a sanzioni di entità maggiore

eventualmente previste a livello locale.

Cosa fare se un cane entra in una proprietà altrui?

Così come i cani non possono vagare liberi per le vie della città, allo stesso modo non possono

accedere, incustoditi, nella proprietà privata altrui.

Ovviamente, chi dovesse rendersi conto che un cane altrui si è introdotto nel proprio giardino,

terreno o nella propria abitazione non può usare violenza nei suoi confronti. Incorrerebbe, così

facendo, nel reato di maltrattamento animale o, nei casi più gravi, di uccisione. L’animale va

rispettato e si deve fare in modo che torni presto in una condizione di sicurezza.

Il proprietario dell’immobile può, certo, tentare di allontanare l’animale, ma il comportamento più

corretto è, evidentemente, quello di contattare il proprietario (se conosciuto) o, in alternativa, le

forze dell’ordine.

Queste potranno prelevare in sicurezza il cane e, ove risulti munito di microchip identificativo

Il proprietario nel caso in cui il proprio cane dovesse introdursi libero nella proprietà altrui, può

andare incontro a diverse possibili conseguenze.

Innanzitutto, risulterà il solo responsabile in ipotesi di aggressioni a persone. In tale evenienza

dovrà affrontare conseguenze sia in sede civile, con obbligo di risarcimento dei danni, sia in sede

penale. In caso di morte della persona aggredita il proprietario dovrà rispondere di “omicidio

colposo” di cui all’art. 589 del codice penale.

Il pet mate risulterà responsabile anche in caso di danni causati ad altri animali o a cose. Al

verificarsi di queste circostanze dovrà risarcire ogni tipologia di pregiudizio arrecato.

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