Konrad Lorenz, il nonno di Greta

di Stefania Piazzo – L’inquinamento… Lo scioglimento dei ghiacci. L’emergenza ambientale. Un grande classico del nostro tempo, con cui conviviamo come si convive con un pidocchio quando, con ostinazione, non ci si lava. Konrad Lorenz, che osservava più di noi il mondo e che, vivendo con gli animali meglio di noi, vedeva il declino del pianeta, ci ha lasciato questa eredità culturale con due pensieri sul piano inclinato dell’uomo, distruttore di sé stesso e della vita animale.

Eppure, basterebbe copiare dagli animali per fermare il declino. Spegnere il cellulare, ricordarsi di non essere soli al mondo. Togliersi le cuffie, spogliarsi soprattutto dalla fame di continua ricerca di soddisfazione. Un mondo a rate non rende felici né liberi. Né si salva con le convention mondiali sul clima.

PENSIERO 1

«L’uomo che ha perpetuamente fretta non insegue solo il possesso, poiché la meta più allettante non potrebbe indurlo a essere tanto autolesionista: egli è spinto da qualcosa, e ciò che lo spinge è solamente l’angoscia.

La fretta e l’angoscia, inscindibili come sono l’una dall’altra, contribuiscono a privare l’uomo delle sue qualità essenziali. Una di queste è la riflessione. È molto probabile che una tappa decisiva nel misterioso processo dell’evoluzione dell’uomo sia rappresentata dal giorno in cui un essere, che stava esplorando con curiosità il suo ambiente, fermò la sua attenzione su sé stesso. […] Uno dei peggiori effetti della fretta, o forse dell’angoscia che ne è la causa diretta, è l’evidente incapacità degli uomini moderni di rimanere soli con sé stessi, sia pure per breve tempo. Il dilagante bisogno di rumore, che sembra paradossale se si considera la nevrastenia degli uomini di oggi, si spiega soltanto col bisogno di soffocare qualcosa. Durante una passeggiata mia moglie e io fummo sorpresi da rapido avvicinarsi di una radiolina che un solitario ciclista di sedici anni portava con sé. Mia moglie osservò: “questo ragazzo ha paura di sentire cantare gli uccelli!”. Penso che egli temesse di potere, anche solo per un attimo, incontrare sé stesso. Per quale motivo persone di notevoli pretese intellettuali preferirebbero le stupidissime trasmissioni pubblicitarie alla propria compagnia? Certamente perché questo li aiuta a evitare la riflessione».

PENSIERO 2

«Già gli uomini delle grandi civiltà antiche avevano imparato a evitare tutte le situazioni caratterizzate da stimoli nocicettivi (ricettivi del dolore); il che può portare a un rammollimento generale e spesso, addirittura, al tramonto di una civiltà. […] La crescente intolleranza al dolore, abbinata alla diminuita forza di attrazione del piacere, fa perdere all’uomo la capacità di investire lavoro faticoso in imprese che sono remunerative solo a lungo termine. Ne risulta l’esigenza impaziente di soddisfare immediatamente ogni nuovo desiderio. Tale bisogno di gratificazione immediata (instant gratification) viene purtroppo sfruttato con ogni mezzo dai produttori e dalle imprese commerciali, ed è strano che i consumatori non si rendano conto di quanto le “convenienti” vendite a rate rappresentino per loro una forma di schiavitù».

Da: Konrad Lorenz, Gli otto peccati capitali della nostra civiltà (1973)

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