Guerra in Ucraina: storie di eroi che salvano le vittime silenziose del conflitto e come aiutarli

Anche gli animali subiscono le atrocità della guerra, qui ti raccontiamo chi li sta aiutando e come poterli supportare.

In questo articolo:

  • La missione del pet rescuer lombardo Said Beid e i 45 gatti arrivati il 27 marzo a Monza 
  • Andrea Cisternino, isolato nel rifugio per randagi da lui fondato a Kiev e come aiutarlo
  • 80 cani in salvo grazie a Giuseppe e suo figlio Raoul 
  1. Said Beid, il pet rescuer social e la spedizione per salvare 45 gatti di Kharkiv.

Probabilmente, se hai temuto o perso il tuo pet nel milanese e hai cercato su Facebook, conosci già il suo nome: Said Beid è il pet rescuer più famoso dei social.

Dal Marocco a Milano, Said non solo ama gli animali da quando è piccolissimo, ma è anche un fantino e un educatore cinofilo.

Un amore da quando era un bambino, quando scappava da casa la mattina presto per andare dai cani e gatti del suo paese in Marocco, Said è diventato un riferimento per chi perde il suo pelosetto.

Said è diventata un’icona con la sua Adele, una bloodhoud molecolare che lo aiuta nel trovare le tracce dei pet smarriti.

Ora è anche un eroe che ha salvato 45 gatti dai bombardamenti a Kharkiv con il supporto di Oxana, una volontaria ucraina naturalizzata brianzola che è partita con lui.

Partiti il 16 marzo con un grande van, stracarico di oggetti del mestiere, tra cui trasportini, pappa, vaccini, medicine e coperte, Said ha attraversato, con non poche difficoltà, la frontiera ed è tornato il 27 marzo a Monza con un carico di 45 mici salvati dalle macerie di una delle città più bombardate dai russi.

Immagine: Said e Oxana fonte Kodami

Non è stata di certo facile per Said la missione di salvataggio: il tutto è partito da una coppia di altrettanti eroi umani che hanno portato in salvo i gatti, mentre scappavano dai bombardamenti a Kharkiv.

Una storia dolce amara perché, come racconta a Monza Today:

” Avevano oltre una settantina di gatti. Quando sono iniziati i primi bombardamenti li hanno immediatamente caricati sul furgone e sono scappati verso Ovest. Oltre 1000 km sotto le bombe. Purtroppo, ne sono riusciti a salvare solo 45. Hanno perso la vita anche tanti cuccioli”, racconta.

Una volta presi in carico i mici era solo l’inizio del calvario per gli aspetti burocratici e sanitari per fare attraversare la dogana senza passaporto e certificati.

Un’odissea di oltre tre giorni: dopo aver lasciato alla frontiera come “garanzia” i suoi documenti e quelli del mezzo. Prima di oltrepassare il confine ucraino sono stati vaccinati alcuni gatti, per quanto ora in Europa, a fronte dell’emergenza, è concesso il libero passaggio dei PET per i rifugiati dall’Ucraina che scappano verso Occidente.

Immagine: Said in attesa con il veterinario alla frontiera e dei gattini…riconoscenti! -Fonte Facebook

L’estenuante attesa al confine, che Said ha passato tra volontari e un campo profughi, gli ha permesso anche di recuperare, grazie alle sue doti eccezionali, dei cani vaganti al confine, che i volontari non riuscivano a prendere. Loro sono rimasti con i volontari al confine nella speranza di riuscire a adottarli e per ora sono al sicuro e in ottime mani nei campi profughi.

Said ora si gode il meritato riposo per qualche giorno e ha già in programma di ripartire per un’altra missione di salvataggio dalla guerra.

Per conoscere e seguire e supportare le sue imprese seguitelo sul suo profilo Facebook. 

  1. Andrea Cisternino, bloccato senza risorse nel suo “rifugio Italia Kj2” alle porte di Kiev con oltre 400 animali.

Andrea ha scelto di non abbandonarli: da oltre 13 anni Andrea ha lasciato la fotografia di moda e per amore ha fondato il rifugio Italia Kj2., con sua moglie. 

Il rifugio Italia Kj2, alle porte di Kiev, nasce per aiutare tutti gli animali di ogni specie, vittime di maltrattamenti.

Si tratta di una vera emergenza perché sono rimasti isolati dato che i bombardamenti si concentrano vicino al rifugio ed Andrea con altri quattro volontari è solo e con pochissime risorse a disposizione.

Fonte: Facebook

Come se lo scenario non fosse già tragico, di recente è arrivata anche una cavalla in dolce attesa e che a breve partorirà!

Andrea Cisternino ha fondato, costruito con le sue mani e gestisce da più di 10 anni il rifugio per non umane vittime di maltrattamenti a nord di Kiev ed ora ci sono oltre 450 ospiti che rischiano di morire di fame e di sete.

Insieme a lui vivono 4 volontari e sono rimasti isolati, senza cibo né acqua, se non da un pozzo non potabile.

Anche gli umani hanno iniziato a bere dall’unica risorsa disponibile, rischiando anche delle infezioni.

È stato creato il comitato “ Uniti per loro Animali e Ambiente” per diffondere e raccogliere fondi per salvarli.

Scrive Anna Raimondi, fondatrice del gruppo, il 27 marzo “Ho sentito Andrea questa mattina molto lucido e combattivo come sempre, quei pochi contadini rimasti in giro al rifugio gli hanno portato un sacchetto di patate e qualche cipolla per cui oggi cucinerà queste. Siamo tutti in attesa di aggiornamenti per quanto riguarda il convoglio di aiuti dedicato ad Andrea, il comitato è in contatto diretto con Ambasciatore, ENPA ecc. per cui le notizie man mano che ci arrivano saranno riportate qui, oppure sulla pagina del Comitato Uniti per Loro, non in altre pagine.

La situazione è drammatica, le istituzioni sono informate dell’emergenza e grazie all’aiuto di tutti si può contribuire per supportare Andrea e gli altri eroici volontari con lui.

  1. Papà Giuseppe e suo figlio Raoul: in viaggio con Elpis, la dea della speranza e 82 cani ora in salvo a Perugia.  

La loro associazione “in viaggio con Elpis” prende spunto dalla dea della speranza e Giuseppe Perotti la fonda per fare da staffetta per le adozioni.

La loro impresa parte da Giugliano in Campania e li porta fino a Zaporizhzhia.

Gli animalisti campani entrano in contatto con 2 allevatrici: Tanya e Lyuba, che lanciano l’appello per aiutarle a scappare dalla guerra.

Tanya e Lyuba non sono sole, con loro chiedono di salvare la bellezza di 320 zampe: 80 cani del loro allevamento, dopo che anche la loro casa è stata bombardata dai russi.

Golden Retriever, Corgi e Mastiff soprattutto, per un totale di 80 pelosi, missione non facile e che ha necessitato di professionisti come Raoul e Giuseppe.

Mentre il marito di Tanya è rimasto a combattere e si sono incontrati poi a Uzhorod, dove sono stati caricati sul furgone di “in viaggio con Elpis”

A quel punto, papà e figlio sono partiti in direzione Perugia con i primi 61 cani al Rifugio per cani Agrilia che ora ha bisogno di supporto per pappa e crocchette, dice Lia Campriani, la proprietaria. 

Lyuba è rimasta in Ucraina con i restanti 19 grazie ai volontari dell’Enpa che hanno portato in salvo l’allevatrice con i suoi amici a 4 zampe.

L’appello è di fornire un aiuto per il rifugio per mantenere le 80 nuove bocche affamate, nonché per adottarli.

“Solo quelli che sono così folli da voler cambiare da pensare di voler cambiare il mondo, lo cambiano davvero” Albert Einstein.

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