I tratti equestri

di Senofonte

Senofonte è stato un personaggio incredibile, affascinante. 

Un condottiero, uno scrittore e uno studioso di arte militare, espressione di quella poliedricità di cui l’antica Grecia ci ha trasmesso il fascino irraggiungibile che ha ispirato storici, filosofi e pedagoghi moderni. Non ultimo, anzi, quel Pierre de Coubertin che ha inventato il moderno Olimpismo, straordinaria concezione, strumento formativo dell’uomo ideale. 

Senofonte fu un comandante della cavalleria Ellenica e visse a cavallo e raccontò nella Anabasi quella incredibile e durissima ritirata dei 10.000 greci che, sconfitti, tornarono a casa dalla Persia; soprattutto fu un vero uomo di cavalli e un maestro di equitazione. 

Leggete questo brano, tratto dal ‘Perì Ippikes’, o ‘Sull’Equitazione’, e ne sarete colpiti. Si riferisce a come comportarsi con i cavalli di sangue (‘nervosi’ dice lui), nevrili, come possono essere i migliori cavalli da agonismo contemporanei. I concetti sono perfetti per ogni cavaliere in ogni tempo. Concisi, chiari e ragionati.

“…È opportuno tuttavia dare delle indicazioni anche nel caso in cui dovesse capitare un cavallo che risulti più nervoso o più indolente del normale, in modo che ognuno venga utilizzato nel modo più corretto. In primo luogo dunque bisogna rendersi conto che il nervosismo in un cavallo è come la collera di un uomo. Quindi, proprio come si è meno soggetti a far arrabbiare un uomo se non si dice o si fa qualcosa di spiacevole per lui, così chi si astiene dall’infastidire un cavallo nervoso è meno probabile che lo irriti.

Fin dall’inizio dunque, al momento di montarlo, si deve cercare di agitarlo il meno possibile; e una volta in sella, dopo averlo lasciato tranquillo più a lungo del normale, si deve farlo procedere nel modo più delicato possibile.

Quindi deve essere avviato con un passo molto lento, fino ad avanzare sempre più velocemente, in modo tale che il cavallo non si accorga di aver preso velocità. Ogni evento improvviso crea disturbo a un cavallo nervoso, proprio come visioni, suoni e sensazioni improvvise disturbano un uomo. Bisogna convincersi che anche il cavallo viene messo in agitazione da un evento inatteso. Se quindi si vuole trattenere un cavallo nervoso quando procede più velocemente del dovuto, non bisogna frenarlo all’improvviso, ma tirarlo a sé delicatamente con il morso e calmarlo con dolcezza, senza violenza.

Lunghe cavalcate, piuttosto che frequenti cambi di direzione, calmano i cavalli, e quelle a passo tranquillo, durando più a lungo, ammansiscono e placano un cavallo nervoso senza eccitarlo. Se invece qualcuno ritiene che calmerà un cavallo facendolo correre veloce e a lungo per stancarlo, si trova all’opposto della verità. In questi casi infatti un cavallo nervoso fa invece del suo meglio per prendere la mano, e nella sua eccitazione, come un uomo arrabbiato, causa spesso molti danni irreparabili sia a se stesso che al cavaliere.

Si deve allora evitare che un cavallo nervoso si spinga alla sua velocità massima, e naturalmente impedirgli del tutto di confrontarsi con un altro cavallo; i cavalli più nervosi infatti sono anche di solito i più competitivi.

Quanto ai morsi, quelli dolci sono i più indicati di quelli severi; ma se ne viene messo uno severo, dovrà assomigliare a uno dolce per la leggerezza della mano. È bene anche che il cavaliere si abitui a rimanere calmo egli stesso, soprattutto con un cavallo nervoso, e a toccarlo il meno possibile con altro che non siano le parti che danno stabilità all’assetto.

Si deve anche sapere che un cavallo può essere istruito a rimanere tranquillo con un fischio e ad essere incitato con uno schiocco della lingua, ma se fin dal principio si associano allo schiocco la dolcezza e al fischio la severità, il cavallo imparerà ad eccitarsi col fischio e al calmarsi con lo schiocco. 

Analogamente, se si sente un grido o uno squillo di tromba, non si deve mostrare al cavallo alcun segno di eccitazione, né in nessun caso offrirgli motivi di turbamento ma, per quanto possibile in questi casi, farlo riposare e, se c’è l’opportunità, portargli il suo pasto mattutino e serale”.

Cavalli & Cavalieri

Susanna Cottica

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