Zoomafie 2022, Sicilia record delle corse clandestine di cavalli. In Italia un reato ogni 55 minuti

È stato pubblicato il consueto rapporto sulle zoomafie curato per la Lav da Ciro Troiano. I dati, purtroppo, sono sempre il segnale di un paese che fatica ad abbandonare il maltrattamento e le inutili crudeltà contro gli esseri senzienti. Ma è proprio grazie anche a documenti come questi che cresce la consapevolezza del rispetto e si combattono le illegalità.

Esaminando i dati di un campione di 105 Procure su 169, tra Ordinarie e Minorili, che hanno inviato dati sia per il 2020 che per il 2021 (un campione pari al 62% di tutte Procure) si registra un aumento dei procedimenti nel 2021, rispetto al 2020, pari al +3% (6428 fascicoli nel 2020 e 6621 nel 2021); mentre il numero degli indagati è diminuito del -4,10% circa (3675 indagati nel 2020 e 3524 nel 2021). 

Nel 2021, sono stati aperti circa 26 fascicoli al giorno, uno ogni 55 minuti; con circa 14 indagati al giorno, uno ogni 103 minuti, per reati a danno di animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 15,5 procedimenti e di 8,6 indagati ogni 100.000 abitanti. “

Uno dei dati che più colpisce arriva dalla Sicilia. Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, frodi dei pascoli, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo. Sono questi, secondo il Rapporto ZOOMAFIA 2022 i crimini che più spiccano contro gli animali registrati in Sicilia. Nell’isola, nel 2021, i procedimenti per reati contro gli animali sono stati circa l’8,52% di quelli nazionali, con un tasso di 15,82 procedimenti ogni 100.000 abitanti; con almeno 700 indagati (circa il 13,44% di quelli nazionali), con un tasso di 13,84 indagati ogni 100.000 abitanti. 

Da dove arrivano i dati? L’Osservatorio Nazionale ZOOMAFIA della Lav ha chiesto alle procure quanti siano stati i procedimenti penali sopravvenuti nel 2021, sia noti che a carico di ignoti, così come il numero di indagati per reati a danno di animali.

Le risposte sono arrivate solo da 10 procure ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltanissetta, Messina, Palermo e Trapani) e da 3 procure minorili (non ha risposto Caltanissetta).  

La procura che nel 2021 ha registrato più procedimenti penali per reati contro gli animali è quella di Siracusa, con 122 procedimenti con 174 indagati. Seguono Catania 77 procedimenti con 128 indagati; Termini Imerese (Palermo) con 52 procedimenti con 65 indagati; Ragusa, con 47 procedimenti con 30 indagati; Patti (Messina), con 32 procedimenti con 17 indagati; Enna, con 28 procedimenti con 12 indagati; Gela (Caltanissetta), con 27 procedimenti con 18 indagati; Sciacca (Agrigento), con 25 procedimenti con 7 indagati; Marsala (Trapani), con 24 procedimenti con 10 indagati e, ultima, Caltagirone (Catania), con 22 procedimenti con 23 indagati. 

Determinante è stata attività di contrasto da parte dei carabinieri forestali alla vendita illegale di animali in via di estinzione. Sono state 23 le persone denunciate, a vario titolo, per aver messo in vendita, senza avere alcuna documentazione comprovante la legale detenzione degli animali, complessivamente: 112 Testudo hermanni, 130 fringillidi, prevalentemente cardellini. 

Le ultime relazioni della Dia e della Dna riportano casi riconducibili ad attività zoo-mafiose nella regione, con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nell’accaparramento dei terreni agrari e pascolivi per beneficiare di fondi comunitari, nelle corse clandestine di cavalli e nel settore della commercializzazione del pesce. 

“Gli scenari che emergono dal nuovo Rapporto sono quelli di illegalità diffusa e pericolose connessioni con ambiti criminali più inquietanti – afferma Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio ZOOMAFIA della Lav, – La Sicilia è una delle regioni dove la zoo-criminalità è più attiva. Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante. Le indagini hanno confermato l’esistenza di associazioni per delinquere semplici e di associazioni mafiose finalizzate alle corse e scommesse illegali. Per quanto riguarda i combattimenti, nel mese di marzo 2022, la polizia ha portato a termine un’importante operazione a Canicattì, località dove già in passato sono stati accertati casi simili, interrompendo un combattimento tra cani e cogliendo sul fatto decine di persone, tra cui due minorenni. Si tratta di un’inchiesta tra le più significative degli ultimi anni, che ha confermato la pericolosità sociale di questo crimine. Purtroppo, il maltrattamento di animali, anche nelle sue forme organizzate, mantiene intatta la sua pericolosità e diffusione”.

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