Elisabetta I ed Elisabetta II. La regina, le regine. L’amore per i cani e i cavalli

C’è un sottile filo rosso che lega due regine. Proprio le due Elisabetta, per l’esattezza. Perché la storia ci consegna l’immagine di due sovrane, Elisabetta I ed Elisabetta II, appassionatamente appassionate ed innamorate di due razze di cani. Il beagle, per la regina che regnò nel XVI secolo, e il corgi, per l’omonima sovrana che ha regnato a cavallo di due secoli.

Il beagle Elisabeth e il corgi di Elisabetta II

Due piccoli cani, perché quello di Elisabetta I era un beagle ormai scomparso, detto anche “Elisabeth”, pocket beagle, di 26 centimetri al garrese, impiegato nella caccia e che agevolmente poteva essere riposto nelle borse da sella. È un cane estinto, anche se sovente il mercato spaccia beagle fuori standard come beagle Elisabeth!

Un cane da pastore nel castello

Ben 500 anni dopo la storia ci consegna l’amore di Elisabetta II per i suoi inseparabili corgi! Si tratta di un cane da pastore originario del Galles. Il suo nome deriva da cor e ci, ovvero nano e cane in gallese.

Sempre di piccoli cani si tratta, dunque!

I primi però dediti alla seguita, quelli di Elisabetta I, mentre i corgi sono9 cani da lavoro, ormai diventati nell’immaginario collettivo, i compagni inseparabili di Elisabetta II in immagini consegnate alla storia e al mondo al mondo.

La memoria del premier scozzese dell’arcivescovo di Canterbury

La premier scozzese Nicola Sturgeon ha raccontato: “Mio marito ed io eravamo a cena con la regina quando la luce del salotto ha iniziato a tremolare. Mio marito improvvisamente si è alzato di scatto ed è sfrecciato attraverso la stanza: Peter aveva individuato la causa della luce tremolante. Uno dei giovani corgi della regina stava mangiando l’interruttore di una lampada”.

L’arcivescovo di Westminster, il cardinale Vincent Nichols, ricorda invece di una cena con una trentina di invitati, con gli inseparabili corgi che scorrazzavano indisturbati nel salone del ricevimento scodinzolando attorno alla tavola imbandita per ricevere biscottini da Elisabetta. “C’è stato un bel momento – ricorda – in cui sono arrivati tutti i corgi e lei, con molta discrezione, ha dato loro qualche biscottino, dopodiché loro si sono messi a saltare e sono corsi fuori dalla stanza e si è conclusa la cena”.

Cani e cavalli in eredità

I cani della regina, rimasti orfani dopo la morte di Elisabetta II, hanno comunque una nuova casa: quella dove coabitano il principe Andrea e la sua ex moglie Sarah Ferguson, vicino al castello di Windsor.

La passione di Elisabetta II arriva da lontano, da quando per il suo diciottesimo compleanno, i suoi genitori le regalarono la femmina Susan, capostipite di molte generazioni, tanto da apparire spesso nelle fotografie o nei dipinti ufficiali. Andrea e Sarah, sposati nel 1986 e divorziati dieci anni dopo alimentando le pagine dei rotocalchi, sono rimasti in buoni rapporti e condividono una casa, con spazi separati, vicino al Castello di Windsor. Saranno loro ad occuparsi di Muick e Sandy, giovanissimi esemplari di corgi rimasti fino all’ultimo accanto alla sovrana. Lo stesso Andrea aveva regalato alla madre nella primavera del 2021, per rallegrarla durante il lockdown al castello di Windsor, Muick e un altro cucciolo, Fergus. Quest’ultimo era morto ad appena cinque mesi e, come consolazione, Andrew e le sue figlie Beatrice ed Eugenie le avevano regalato Sandy per il suo 95mo compleanno.

Cento destrieri

Cani e cavalli sono stati i grandi amori senza complicazioni della lunga vita di Elisabetta. I suoi destrieri in particolare sono una passione ereditata dal padre Giorgio VI. Per i cavalli – due dei quali entrati nelle stalle reali in occasione del Giubileo di Platino, dono dei presidenti francese Emmanuel Macron e azero Ilham Aliyev – non è difficile immaginarne la sorte. La principessa Anna e sua figlia Zara Tindall sono state campionesse olimpiche: “Spetterà a loro decidere cosa farne ora”, ha detto l’esperta reale Claudia Joseph al New York Post.

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