Dog sitting, l’importanza di dedicare tempo al nostro cane. Scegliendo bene

Non basta un giardino. Non basta avere spazio. È la relazione e il tempo che dedichiamo ai nostri animali a fare la differenza. I nostri tempi di vita

UN LUPO IN FAMIGLIA

Non conta la dimensione, l’aspetto del cane. Il nostro amico a quattro zampe è membro della famiglia umana da migliaia di anni. Il cucciolo di lupo si è avvicinato all’uomo, al villaggio. È stato selezionato il soggetto più docile, gli abbiamo dato un compito, una missione: difendere il territorio, oppure vigilare i confini. O, ancora, custodire il bestiame. O, ancora, collaborare nella ricerca di cibo, nella caccia. Sono nate così, le razze. Conoscerne l’origine, la memoria di razza, come si dice tecnicamente, già ci aiuta a capire quanto saremo all’altezza di gestire il nostro amico.

QUESTIONE DI TEMPO

Quanta energia ha un cane da vivere nel corso della giornata? Tantissima. Non basta la “toccata e fuga” per i bisogni essenziali. La passeggiata è il momento centrale della giornata, ma se non siamo in grado di garantirla, cosa possiamo fare?

DOG SITTER, LA RISPOSTA

Esiste una piramide dei fabbisogni del cane legati al benessere animale. Non solo il proprietario è in grado di saper soddisfare a questa scala, ma anche il dog sitter contribuisce in modo determinante a realizzare la piramide del benessere.

1 – La base della piramide corrisponde ai bisogni fisiologici. Vuol dire garantire al cane più uscite quotidiane, mangiare, dormire (attività da non trascurare, anzi. Se non dorme il nostro pelosetto può avere seri problemi di salute).

2 – Al secondo posto, salendo, c’è la sicurezza.

Significa avere equilibrio, essere sicuri di sé, e del proprio leader umano. Il carattere del cane, che in parte è ereditario e in buona parte dipende dai condizionamenti ambientali, non può che trarre giovamento da delle buone uscite, regolari, serene.

3 – L’appartenenza è il livello successivo. Significa avere un ruolo, che non deve essere di leadership, di comando, ma di collaborazione, un ruolo che dia al cane una posizione nel gruppo familiare adeguata, dove non debba prendere l’iniziativa per sopperire alle nostre incertezze o alla nostra mancanza di coerenza.

4 – La stima per il cane è importante, sentirsi gratificato per aver fatto “la cosa giusta”, per aver realizzato i suoi fabbisogni con noi, lo rende felice, realizzato, sereno. Non si tratta solo di correre, di essere libero di scorrazzare in un prato ma di aver fatto qualcosa che ha realizzato un obiettivo, seppur piccolo.

5 – L’autorealizzazione è il culmine della piramide. Porta con sé tutti i livelli precedenti della piramide. È un lupo per sempre, che si è trasformato ed evoluto con noi. Con noi vuole condividere l’energia, gli spazi, il tempo. Il gioco, la ricerca. Il dog sitter è con noi, è un partner che può diventare essenziale e decisivo per garantire il benessere nel senso più ampio. Non è solo una ciotola piena o un giardino per fare i bisogni. È crescere insieme.

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