Daini Parco del Delta del Po. Lettera a Bonaccini e campagna contro il macello

È sempre braccio di ferro sul destino dei daini nel Delta del Po e che vede contrapposte le istituzioni e le associazioni contro il macello.

Fa discutere il doppio binario sul loro destino. Infatti, quelli che ricadono nelle aree di diretta competenza della Regione, saranno spostati e sterilizzati. Diversa purtroppo invece la decisione per quelli nel territorio dell’Ente parco.

LA LAV: NO A DUE DESTINI DIVERSI

“Accogliamo con piacere la positiva presa di posizione della Regione- dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav- ma ricordiamo che anche il Parco in questione è un Ente sotto il diretto controllo della Regione. Chiediamo quindi di estendere le stesse modalità di trattamento dei daini anche a quelli che vivono nel territorio regionale gestito dal Parco, sospendendo immediatamente la vendita degli animali ai macellai”.

In Assemblea legislativa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha confermato il piano della Regione in “attuazione a quanto richiesto specificamente da Ispra”.

LETTERA AL GOVERNATORE BONACCINI

La Lav ha inviato una lettera urgente al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e all’assessore chiedendo di “bloccare l’assurdo scaricabarile fra Regione ed ente parco, nel quale a rimetterci sono solo gli animali”. Il Parco del Delta del Po, infatti, “è sottoposto al controllo diretto della Regione che esercita funzioni di indirizzo anche attraverso linee guida vincolanti in merito alle azioni da attuare per le attività di conservazione”. La Lav rivendica di aver convinto la Regione a inserire nel piano regionale di gestione “la possibilità di sterilizzare gli animali per poterli traslocare in altre aree. Non ci sono quindi giustificazioni all’ipotesi di cattura dei daini per il successivo invio agli allevamenti e quindi ai macelli”.

LA CAMPAGNA DI PROTESTA

Nel frattempo, l’Oipa ha lanciato la campagna di protesta che si può sottoscrivere alla pagina web https://www.oipa.org/italia/giu-le-mani-dai-daini-del-parco-del-delta-del-po, che inoltrerà automaticamente la lettera di dissenso alle autorità coinvolte nella decisione di deportarli per farne diventare carne da macello.

A fine agosto l’Ente Parco Delta del Po, si ricorderà, ha pubblicato un avviso pubblico di ricerca di mercato per l’affidamento in concessione delle attività di cattura e delocalizzazione degli esemplari di daino (Dama dama) presenti nel territorio del Parco nelle pinete di Classe e di Volano con decorrenza indicativa dal 15 ottobre.

IL VALORE DELLA CARNE DI DAINO

Nella determinazione dell’Ente Parco si legge che il valore attribuito alla concessione è stato di 83.700 euro oltre all’Iva. Questa cifra deriva dalla stima degli introiti dell’attività svolta sulla base di un macabro calcolo. Si legge nell’avviso: “Il numero ipotetico di esemplari da prelevare è pari a circa 1.150”; “il valore della carne di daino, in Italia, varia tra 4,00 €/Kg per i maschi e 4,30 €/Kg per le femmine e i giovani dell’anno”; “il peso medio utile degli esemplari, tolte la pelle, la testa e la parte bassa delle zampe, è di circa 25 kg per i maschi e 20 kg per le femmine e i giovani dell’anno”; “il valore complessivo dei capi presenti, quindi, è di poco superiore ai 100.000,00 euro”; “ragionevolmente, non sarà possibile catturare più di 300 esemplari all’anno nei tre anni di concessione, per complessivi 900 capi ed un valore, quindi, di circa 83.700,00 euro, ossia 27.900,00 euro/anno”.

«Dopo avere negato quanto già evidente nella delibera 140/2021 che, di fatto, condannava i daini della pineta di Classe e di Lido di Volano a zone di prelievo venatorio e ad allevamenti da carne, questo documento parla chiaro: i daini finiranno nel piatto dopo essere stati uccisi», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto.

ESIGUI INCIDENTI

Inoltre, denuncia l’associazione, la Regione non avrebbe mai provveduto a realizzare attraversamenti verdi per la fauna selvatica, vista “l’esiguità degli incidenti provocati dai daini”.

«La Regione non ha mai neppure introdotto metodi ecologici a tutela di animali e automobilisti previsti dalla legge n. 157/1992».

Si può sottoscrivere la protesta alla pagina web https://www.oipa.org/italia/giu-le-mani-dai-daini-del-parco-del-delta-del-po

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