Cancellata la Fiera della caccia di Vicenza. Leal: chiaro segnale di cambiamento etico

Non si terrà più HIT Show, la fiera della caccia più grande d’Italia che ogni anno ha ospitato centinaia di espositori internazionali compresi operatori specializzati in viaggi di caccia al trofeo anche di specie protette.

Nella nota ufficiale che Italia Exhibition Group (IEG) ha emanato, ha sottolineato l’incompatibilità di questa manifestazione con i valori ambientali e con la propria mission. La fiera ad ogni edizione era stata oggetto di contestazioni sia per l’esposizione di armi che per il libero ingresso anche ai minori.

Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL plaude alla decisione presa da IEG e sottolinea l’importanza del messaggio: “La dismissione di HIT Show è un forte colpo all’industria e un chiaro segnale che il sentimento degli italiani è sempre più indirizzato verso una forma di tutela verso gli animali e l’ambiente. A questo si aggiunge la pericolosità sociale che quest’anno ha registrato un episodio gravissimo accaduto in Trentino dove un bambino che passeggiava lungo una ciclabile è stato colpito alla testa da un proiettile di fucile. Un episodio esecrabile che si va a sommare al centinaio di incidenti di caccia che si verificano ogni anno”.

In una nta, Leal ricorda che secondo le ultime stime i cacciatori sono poco più di 500 mila con un’età media di oltre i sessant’anni, ma riescono a minacciare la biodiversità, a inquinare l’ambiente con piombo e cartucce, a causare quasi cento incidenti di caccia ogni anno, senza contare che con gli spari terrorizzano e disturbano la fauna selvatica creando un devastante impatto sui loro ritmi di vita e ricerca del cibo.

LEAL con Comitato Antispecista Difesa Animali Protezione Ambiente (Cadapa), di cui è parte, sta per chiudere in questi giorni la raccolta di firme cartacee e online per la proposta di legge per l’abolizione della caccia,

LEAL supporta inoltre la raccolta firme lanciata da Humane Society International (HSI) che ha già superato le 45 mila firme per chiedere il divieto di importazione ed esportazione da e per l’Italia dei trofei di caccia.Tra il 2014 e il 2020, l’Italia si è distinta per aver importato 437 trofei di caccia provenienti da specie protette a livello internazionale come ippopotami, elefanti, leoni, leopardi, ghepardi, orsi bruni e orsi polari e almeno un trofeo di rinoceronte nero in pericolo di estinzione.

Foto di Julian Hanslmaier

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