L’INTERVISTA – Così abbiamo salvato Pino, gatto nero, da un rito satanico in Brianza

Con l’arrivo di Halloween, purtroppo tornano le notizie che raccontano di riti in cui verrebbero sacrificati nella notte i gatti neri.

Non corriamo dietro a leggende metropolitane, non “beviamoci” le notizie in cui vengono addirittura conteggiati i gatti neri sacrificati o scomparsi (ci sono associazioni che pur di trovare notorietà, vivono di fake news, non fidatevi!) ma ci sono casi in cui davvero una possibile richiesta insistente e pressante di un gattino nero nei mesi o nelle settimane precedenti il ponte di Ognissanti, non deve lasciarci indifferenti.

Quindi, è corretto tenere sempre la guardia alta, senza eccedere.

La storia che però andiamo a raccontarvi, in esclusiva per ZAMPYlife, è invece realmente accaduta, certificata.

Leopolda, volontaria che cela per sicurezza la sua vera identità, spiega come salvò assieme ad altre volontarie “gattare” un piccolo gatto nero, grazie alla loro segnalazione e all’intervento delle forze dell’ordine, prima che fosse troppo tardi.

Leopolda, ma davvero prima di Halloween i gatti neri sono a rischio?

“Occorre essere molto prudenti nel darli in adozione. È sempre preferibile non dare gatti in adozione al primo che passa o che insiste… Se le richieste sono alte e strane in questo periodo dell’anno, vanno ignorate, disincentivate. Anche perché le strutture e le associazioni, sono in contatto e si passano tra loro le notizie. Quindi qualsiasi richiesta sospetta viene divulgata all’interno dei gruppi. È meglio non mettere annunci di adozioni di gatti neri in questo periodo”.

Qual è la tua esperienza diretta?

“Ti racconto… Avevamo avuto ripetute segnalazioni su una persona che chiedeva gatti neri in particolare nel periodo che si avvicinava a Ognissanti. Spesso si rivolgeva agli stessi gattili, con cadenza annuale. Ad un certo punto ci siamo fermati e abbiamo agito diversamente”.

Di quale territorio parliamo?

“Della Brianza. Tu puoi ben capire che davanti a troppe coincidenze ci siamo allertati, abbiamo contattato tutti i gattili e messo in allerta le strutture e i privati con gatti eventualmente neri, invitando a non dare in adozione a quella persona un gatto nero”.

E poi, cosa è accaduto?

“Siamo andati a fondo. Una volontaria si è “introdotta” in un circolo esoterico della Brianza e si è affiancata alla donna che cercava in modo ossessivo un gatto nero. I membri della setta hanno raccontato a cosa servisse il gatto nero. A quel punto è stata allertata la polizia”.

Come è stato sventato il sacrificio?

“Eravamo in circa una trentina di volontarie. Alcune di noi erano in auto, altre pronte a intervenire. Il gattino nero di sei mesi, maschio, era stato affidato alla donna senza destare sospetti. La polizia venne coinvolta. Nel momento in cui la donna, arrivati al momento del sacrificio per il rituale, prese il trasportino e tirò fuori il piccolo, intervennero le forze dell’ordine”.

Oggi il gattino sta bene?

“Certo! Il gattino, che si chiama Pino, è stato adottato dalla stessa volontaria che si infiltrò nel circolo esoterico. Un poliziotto ci raccontò che non era il primo intervento per sventare un sacrificio. È una follia, per fortuna c’è allerta nei gattili in questi anni. Il lavoro nell’affido è diventato più attento, e non si abbassa mai la guardia”.

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