Celebriamo il metodo gentile nella giornata della… gentilezza

Il 13 novembre si celebra la giornata della gentilezza. E quale occasione è più propizia per parlare della gentilezza verso i nostri animali?! Proviamo a spiegare in modo semplice cos’è il metodo gentile di cui spesso sentiamo parlare quando si educa o addestra un cane.

Fino a qualche anno fa, e purtroppo ancora in alcuni centri di addestramento, si riteneva che per ottenere l’obbedienza e insegnare le regole al nostro quattrozampe occorresse incutergli timore e usare un approccio autoritario. In alcuni casi al limite del maltrattamento, della violenza fisica.

Oggi non è più così. Il metodo gentile è un approccio che usa la fermezza e non la violenza, per educare.

Per semplificare: un comportamento si può modellare con due leve, il rinforzo e la punizione.

Il rinforzo può e deve essere positivo: consiste nel premiare o gratificare il nostro cane solo quando fa la cosa giusta.

La punizione consiste nell’ignorare il cane, nell’interrompere con lui qualsiasi contatto quando fa la cosa sbagliata.

Come vedete, punire non vuol dire picchiare il nostro fedele amico, ma ignorarlo e, semmai, proporgli una alternativa, come il chiedergli di sedersi, così che lo riconduca a vedere in noi un buon leader, che premia a patto che ci sia il rispetto dei ruoli. Con garbo, fermezza e amore, si va molto più lontani…

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