Pericoloso socialmente – Impicca il cane ma nessuno pensa a togliergli il secondo animale. L’intervento dell’avvocato e di Ugda sul sindaco (che non ci pensava…) per salvare l’altro quattrozampe

di Stefania Piazzo – Facciamo subito una domanda ai nostri lettori. Ma può, secondo voi, chi ha commesso un reato di maltrattamento, fino all’uccisione di un animale, con crudeltà, avere il diritto di continuare a possederne un altro? Si chiama pericolosità sociale. Eppure se il nostro buon senso ci suggerisce che no, chi uccide non animale non ha diritto di possederne un altro, occorre purtroppo affermare che gli enti da soli ancora non c’arrivano. Non ci pensano i sindaci, non ci pensa l’autorità veterinaria, non ci pensa proprio nessuno.

Ve lo spieghiamo raccontandovi questa storia che ci viene documentata dall’avvocato Anna Vicinanza di Salerno, che i lettori di Zampylife hanno già conosciuto mesi fa quando attraverso i suoi esposti fece annullare le delibere in due comuni del Sud dove centinaia di cani venivano affidati per sempre al proprietario del canile.

Ora la vicenda di cui è protagonista l’avvocato Vicinanza, intervenendo per conto dell’associazione Ugda presieduta da Paola Suà, parte da un fatto di cronaca cruento. Un cane viene impiccato in Abruzzo dal suo proprietario. Ma c’è anche un secondo cane a casa. E’ legittimo che chi ha commesso un crimine così efferato abbia il diritto di detenere ancora animali?

L’avvocato prende carta e penna e scrive al sindaco, alla stazione locale dei carabinieri, alla procura della repubblica, all’Asl locale. L’oggetto della lettera è chiaro:
“Richiesta URGENTE emissione ordinanza di divieto di detenzione di animali a carico del sig. XXXX e contestuale richiesta di sequestro degli animali da questi attualmente detenuti.

Vediamo insieme alcuni passaggi della lettera.
Egr. Sig. Sindaco,
in nome e per conto del Comitato nazionale U.G.D.A. OdV , volontariato legale e di proposte legislative a
tutela degli animali e dei cittadini che li rispettano
premesso che:
-il Comitato da me rappresentato (…) veniva a conoscenza che, nel Comune da Lei amministrato, è stato messo in atto un crimine di crudeltà e incivile ignoranza inaudite. Da un anziano, infatti, è stato impiccato uno dei propri cani con una catena di ferro. Tale orrore sarebbe stato portato a termine nonostante l’intervento di terzi (la donna che ha assistito all’impiccagione ed ha denunciato il fatto ai carabinieri) nel tentativo di salvare il malcapitato animale.
(…)
Suddetta orrenda azione configura i reati di maltrattamento e uccisione di animale ex art 544 bis e ter
c.p., reati procedibili d’ufficio e per i quali non si può addurre come esimente o attenuante l’età
avanzata dell’uccisore stante la sua pervicacia di voler portare a termine tale nefandezza nonostante
l’intervento per cercare di farlo ragionare e desistere. Il sig. XXX ha infatti urlato alla donna che ha
tentato invano di salvare l’animale: “Ma il cane è Tuo? “E allora fatti i cazzi tuoi” facendo emergere la
sua piena e lucida intenzione di voler provocare la morte del povero animale!
Con la consapevolezza che sarà la competente Autorità Giudiziaria a effettuare tutte le indagini del
caso e a decidere eventuali azioni successive in base alle quali il Comitato nazionale U.G.D.A. si riserva
di agire, l’ attuale preoccupazione è rivolta soprattutto ad un secondo cane che,
da quanto dato sapere, è tuttora nelle mani di detto XXXXX ed è tra l’altro detenuto in
condizioni incompatibili con la sua natura. Il cane vive su di uno spazio recintato privo di riparo e
quindi sottoposto alle intemperie ragion per cui sono ravvisabili gli estremi se non del reato di
maltrattamento art. 544 ter c.p. quantomeno del reato art. 727 secondo comma c.p.
La tutela di detto cane ricade sotto la Sua diretta responsabilità di primo Cittadino come previsto dalla
normativa vigente di cui di seguito alle considerazioni.
Lo sdegno in merito a questa vicenda si è sollevato unanime da ogni parte d’Italia tanto da spingere
anche qualcuno del territorio a superare la reticenza e a riferire che non sarebbe la prima volta che il
comune di XXXX è scenario di atrocità nei confronti di animali assolutamente
inaccettabili in un paese che voglia dirsi civile.
Tutto quanto premesso

  • visto il D.P.R. 31 marzo 1979 “competenze dei Comuni in materia di vigilanza sulla osservanza delle
    leggi e dei regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali” che attribuisce al
    Sindaco l’onere dell’attività di controllo e vigilanza sul benessere e la tutela di tutti gli animali presenti
    sul proprio territorio, siano essi d’affezione, da reddito, da cortile, selvatici ed esotici, anche se di
    proprietà;
    -visto il D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320 “regolamento di polizia veterinaria” che individua il Sindaco
    quale massima autorità sanitaria in quanto questi può disporre di poteri decisionali e coercitivi (es.
    ordinanze, sequestro confisca);
  • vista la legge nazionale n. 281 del 14 agosto 1991 “tutela degli animali d’affezione e la
    prevenzione del randagismo”
    -visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 febbraio 2003 “recepimento
    dell’accordo recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy”;
    -vista la legge 20 luglio 2004 n. 189 “disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli
    animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”
    -visti gli artt. 544 bis, 544 ter, 544 quater, 544 quinquies, 544 sexies, 638, 672 e 727 del c.p.
    SI CHIEDE e INVITA
    il sig. Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, a intervenire in modo definitivo per il
    benessere degli animali attualmente detenuti dal sig. XXXX, ma anche
    per gli eventuali animali che detta persona si dovesse procurare IMPEDENDO al sig. XXXX
    nonché ad eventuali conviventi la possibilità di detenere animali a qualsiasi titolo, anche
    temporaneamente, su tutto il territorio comunale e disporre attività di controllo, provvedendo altresì
    al sequestro del cane e/o eventuali cani rinvenuti presso le proprietà del sig. XXXX.
    In mancanza dell’emanazione di un provvedimento in tal senso e/o qualora si verifichi sparizione del
    cane o vengano documentate violenze, sevizie o anche in questo caso venga provocata la morte
    dell’animale ci si riserverà di adire le vie legali onde far accertare l’esistenza di eventuali
    comportamenti omissivi.
    Con grata osservanza e in attesa di riscontro URGENTE si porgono i più Distinti Saluti.
    Si allega denuncia già in possesso dell’Ente da Lei amministrato nonché foto e video dell’accaduto.
    Salerno lì 05/12/2022 avv. Anna Vicinanza

E’ un lungo testo ma lo pubblichiamo perché in punta di diritto spiega come agire e in forza di quali leggi.

Solo dopo l’intervento dell’avvocato Vicinanza, il secondo cane è stato ritirato dall’asl. Un grazie a Paola Suà dell’Ugda per aver agito a tutela di chi non ha difese. Il cane (nella foto in apertura, cerca adozione, per info:

telefono 3273528245 o [email protected]

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