Esclusivo – Traduttore di Papa Ratzinger a Zampylife: “Amore spirituale e umano per tutti gli animali, l’ambiente, il creato, non solo i gatti”. Quando disse: Gesù celebrò la Pasqua senza uccidere l’agnello

di Stefania Piazzo – In una recente chiacchierata che abbiamo fatto con un amico caro sul creato, il rispetto degli animali, dell’ambiente pochi giorni fa, ora quelle parole sono attuali con la morte del papa emerito. Giuseppe Reguzzoni, per anni uno dei più importanti traduttori delle opere di Ratzinger, ci confermava la particolare attenzione del pontefice bavarese per gli animali. Vissuti nel suo privato ma anche nelle sue opere teologiche come un tutt’uno che lega il destino dell’uomo, dell’universo. “Leggere il libro della natura – ricorda Reguzzoni – è stato un punto focale del suo magistero”.

Si legge infatti nella sua Caritas in veritate, 29 giugno 2009, n. 51:

«Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita… I doveri che abbiamo verso l’ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri». “Animali compresi. Si comprende bene che è un amore spirituale e umano, dove la bellezza risplende di divino. L’amore per gli animali ci connette al Creatore”, aggiunge il prof. Reguzzoni.

E, ancora, in occasione di una giornata mondiale della pace, ricorda il professore, affermava che “il libro della natura è unico, sia sul versante dell’ambiente come su quello dell’etica personale, familiare e sociale”.

Non quindi un amore episodico, privato, ma una visione di totale rispetto d’insieme della vita. Non ricordiamolo solo come amante dei gatti, ma come uomo del rispetto di tutte le creature”.

Cosa che veniva confermata, diverso tempo fa, nel corso di una intervista a Radio Vaticana l’attuale segretario particolare di Papa Francesco. “Papa Benedetto non ha amore solo per i gatti, ma per tutti gli animali”. “La prima immagine che mi viene in mente è che Papa Benedetto si scioglieva davanti agli animali, alla natura, gli piaceva stare fuori, quando uscivamo, per fare una scampagnata, anche quando veniva suo fratello dalla Germania. Ricordando, forse, i momenti in cui, in Germania, da ragazzo, andavano a fare gite nella natura”.

«Nei confronti degli uccellini – affermava ancora, citato di recente da La Stampa il sacerdote maltese – posso raccontare un aneddoto. Qualche anno fa, in inverno, durante una passeggiata nei Giardini vaticani recitando il Rosario, notavamo spesso un merlo bianco. Alla fine del rosario mi chiedeva se si era fatto vedere, suggerendomi poi di andare a fare qualche foto del merlo. Con l’aiuto dei nostri fotografi, che hanno macchine migliori della mia, sono andato ed ho scattato alcune foto. Quando le ha viste, l’espressione era di meraviglia. Mi disse che erano foto da pubblicare. E qualche giorno dopo, le foto sono finite sull’Osservatore Romano”.

Papa Benedetto XVI, in una bellissima omelia per il Giovedì Santo del 5 aprile 2007, spiegò come  andò veramente la Messa della Cena del Signore: “Secondo Giovanni, Gesù morì sulla croce precisamente nel momento in cui, nel tempio, venivano immolati gli agnelli pasquali. La sua morte e il sacrificio degli agnelli coincisero”. Simile all’innocenza degli agnelli squartati, l’Agnello sulla croce inchiodato. Spiegava ancora meglio, Joseph Ratzinger, quel giorno nella basilica di San Giovanni, che sembrerebbe esserci discrepanza tra la morte di Gesù nel vangelo di Giovanni e quella narrata dagli altri evangelisti. Ma ecco, furono scoperti gli scritti di Qumran. “Siamo ora in grado di dire – disse Papa Benedetto – che quanto Giovanni ha riferito è storicamente preciso. Gesù ha realmente sparso il suo sangue alla vigilia della Pasqua nell’ora dell’immolazione degli agnelli. Egli ha però celebrato la Pasqua con i suoi discepoli probabilmente secondo il calendario di Qumran, quindi un giorno prima – l’ha celebrata senza agnello, come la comunità di Qumran, che non riconosceva il tempio di Erode ed era in attesa del nuovo tempio. Gesù dunque ha celebrato la Pasqua senza agnello – no, non senza agnello: in luogo dell’agnello ha donato se stesso, il suo corpo e il suo sangue”.

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