Benedizione Sant’Antonio tra le polemiche. L’antico testamento ammonisce: uomo e animali si devono salvare insieme

di Stefania Piazzo – Contestazioni annunciate da diverse associazioni animaliste contro l’incoerenza della benedizione degli animali per Sant’Antonio Abate. C’è chi vede in questo momento un bicchiere comunque mezzo pieno, perché è una piccola apertura verso il rispetto. Dall’altra, c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto o vuoto del tutto, perché l’incoerenza regna sovrana e perché la benedizione tocca anche gli animali da reddito, categoria umana che sappiamo cosa voglia dire.

Proponiamo, dopo l’invocazione del 370 dopo cristo, a firma di Basilio di Cesarea, perché l’uomo non uccida gli animali, un altro passo di saggezza. Si va ancora più indietro nel tempo con il Salmo 36,7. Appare un concetto anche in questo caso modernissimo: l’uomo si salva solo insieme agli animali, il destino è comune. Non solo, spesso l’uomo, riconosce il salmista, non comprende la missione delle bestie, il loro ruolo, si crede superiore l’uomo. Il rispetto, la benevolenza, la condivisione è per tutti, animali al pari dell’essere umano. Ecco una lezione che spiazza tutti coloro che pongono l’uomo al centro dell’universo, dominatore incontrastato…

Signore e salvatore del mondo,
noi ti preghiamo anche per gli animali,
che umilmente portano con noi
il peso e il calore del giorno
e offrono le loro semplici vite,
aiutandoci a vivere bene.

Noi ti preghiamo
anche per le creature selvagge,
che tu hai creato sapienti, forti, belle.

Ti preghiamo
per tutte le creature,
anche quelle che non sono intelligenti,
perché esse hanno una loro missione,
sebbene noi siamo incapaci di riconoscerla.

E supplichiamo
la tua grande tenerezza,
perché tu hai promesso
di salvare insieme l’uomo e gli animali
e hai concesso a tutti il tuo amore infinito.

zampynews, notiziaoggi

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