Proposta di legge di Brambilla per vietare utilizzo e sfruttamento animali nei circhi

Vietare l’utilizzo e lo sfruttamento degli animali in tutti gli spettacoli, feste e manifestazioni popolari, pubbliche o private, con la sola eccezione delle mostre di cani o di altri animali e dei concorsi di agilità. Questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dalla deputata Michela Vittoria Brambilla (Misto) “Divieto dell’utilizzazione di animali in spettacoli e manifestazioni popolari”, assegnata in sede referente alla commissione Cultura della Camera (e in sede consultiva alle commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Bilancio, Affari sociali e Agricoltura).

 “Per assicurare un’adeguata tutela del benessere e dell’ incolumità degli animali – spiega la Brambilla – è necessario che il legislatore intervenga concretamente, anzitutto attraverso l’introduzione di opportuni divieti, come quello sancito all’articolo 1 della presente proposta di legge, relativo allo svolgimento di spettacoli, feste e manifestazioni popolari e sportive , pubbliche o private, nei quali vengono impiegati animali di ogni specie sottoposti a esercizi innaturali, pericolosi e stressanti, poiché è proprio in tali occasioni che continuano a perpetrarsi le più forti criticità a danno di tali innocenti creature. Non è più tollerabile che la salute e il benessere di cavalli, asini, buoi, cani, suini, agnelli, oche, anatre, solo per citare alcune delle specie maggiormente sfruttate e maltrattate nel nostro Paese in occasione di feste popolari, sagre di paese, competizioni varie, vengono ancora messi gravemente a repentaglio, in nome di un inconcepibile diritto al divertimento degli spettatori e di un ingiustificabile rispetto delle tradizioni storiche delle singole realtà locali. Da molto tempo le associazioni animaliste denunciano l’inadeguatezza e l’anacronismo delle tante manifestazioni storiche e folcloristiche, legate, ad esempio, ai festeggiamenti del santo patrono di ogni comune, in cui si utilizzano animali che, maltrattati senza pietà, dopati e in molti casi condotti a morte, diventano meri oggetti di un’attività che ha come unico scopo lo svago per il pubblico”.

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