Alimentazione nei cuccioli. Uno studio finlandese suggerisce una dieta con cibi “poveri”, non elaborati

Avanzi di cibo, ossa e carne non lavorata possono aiutare i cuccioli di cane ad evitare disturbi gastrointestinali da adulti. Al contrario, una dieta a base di alimenti elaborati, come le crocchette a base di carboidrati, possono aumentare il rischio di future problematiche. E’ quanto si legge in una ricerca effettuata dall’Universita’ di Helsinki e pubblicata sulla rivista ‘Scientific Reports’

. Alla base dello studio sono stati utilizzati i dati contenuti in un questionario sulla frequenza alimentare DogRisk, avviato nel 2009 nell’ateneo finlandese, per analizzare l’associazione possibile tra la diete dei cani domestici nei primi anni di vita e l’incidenza segnalata in eta’ adulta di enteropatia cronica, un disturbo gastrointestinale caratterizzato da diarrea, vomito e perdita di peso. I proprietari hanno riferito con quale tipologie di alimenti avevano nutrito il proprio cane e con quale frequenza in due diversi periodi di vita dell’animale, uno tra i due e i sei mesi e uno dai sei mesi ai diciotto mesi. Le diete sono state quindi associate ai dati dei cani che avevano o non avevano sviluppato l’enteropatia cronica da adulti. Il campione riguardava 4.681 diete di cuccioli e 3.926 diete di cani appena piu’ grandi d’eta’, con un numero di animali che avevano riportato i sintomi della patologia pari a 1.016 (21,7%) tra i cuccioli e 699 (17,8%) tra gli altri. 

In base a questo risultato, i ricercatori hanno capito che, rispetto a una dieta a base di crocchette altamente trasformate, i cani alimentati con una dieta a base di carne non trasformata – tra cui carne rossa cruda, organi, pesce, uova e ossa, ma anche verdure e bacche o avanzi umani e avanzi della tavola compresi cibi come patate cotte e pesce cotto nell’infanzia o nell’adolescenza – avevano una probabilita’ significativamente inferiore di manifestare sintomi della enteropatia cronica da adulti. Le diete non trasformate e gli avanzi di cibo per i cuccioli hanno ridotto il rischio di contrarre la patologia rispettivamente del 22,3% e del 22,7%, mentre il rischio era maggiore del 28,7% con una dieta altamente elaborata. Nei cani appena piu’ grandi di eta’, le diete non trasformate e gli avanzi hanno visto una riduzione dei rischi rispettivamente del 12,7% e del 24%, rispetto al 14,6% in piu’ di rischio di enteropatia cronica per via di una dieta altamente elaborata.

Ancora piu’ nel dettaglio dello studio, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che nutrire i cuccioli con ossa crude o cartilagine un paio di volte alla settimana e’ stato associato a un rischio ridotto del 33,2%, mentre nutrire i cani con frutti di bosco un paio di volte all’anno ha visto una riduzione del rischio del 28,7%. Invece, la somministrazione giornaliera di pelli grezze lavorate e trattate chimicamente ai cuccioli e’ stata associata a un aumento del rischio di enteropatia cronica del 117,2%. I risultati, concludono quindi i ricercatori dell’Universita’ di Helsinki, suggeriscono che fornire ai cuccioli una varieta’ di cibi non trasformati e integrali nelle prime fasi della vita puo’ ridurre il rischio di future incidenze della patologia. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi, compresi quelli che valutano la dieta nel corso della vita dei cani, per confermare questi risultati. 

Foto di Berkay Gumustekin 

zampynews notizieoggi

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