Task force per individuare il dna dei cani nelle deiezioni. Ci auguriamo la stessa foga per sterilizzare i randagi e microchippare

Sono titoli che si fanno leggere quelli che danno la notizia delle iniziative intraprese da diversi Comuni per risalire al proprietario dei cani attraverso il dna rilevato nelle loro deiezioni maleducatamente non raccolte.

E’ un problema di civiltà ed educazione. Che ne fa le spese è la reputazione del cane inconsapevole, e quando la tolleranza verso i quattrozampe è già al minimo sindacale, incappare nelle uscite in centro le feci canine non aiuta certo a costruire il rispetto.

Oramai, senza fare nomi e cognomi, le amministrazioni che danno la caccia alla cacca cresce in modo interessante.

Purtroppo non si può altrettanto dire delle amministrazioni che promuovono il patentino per i proprietari, i corsi nelle scuole primarie, la sterilizzazione, la microchippatura e il controllo dell’iscrizione all’anagrafe canina o felina. O promuovono l’adozione dei propri cani in canile.

Vorremmo, desidereremmo tanto che la stessa premura nel reprimere l’inciviltà andasse a pari passo con la semina della cultura verso il benessere animale e la proprietà consapevole. Altrimenti a che serve sanzionare i proprietari col cane provvisto di microchip?

(Visited 6 times, 1 visits today)

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *