La siccità sta mettendo a rischio volatili, pesci e anfibi lungo il Po, le aree protette e i fiumi

 “Senz’acqua è a rischio tutta la biodiversità del nostro territorio, a partire dall’avifauna fino alle specie che vivono sulla terra e alla vegetazione”. L’allarme arriva dall’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, e riguarda il prolungarsi della siccità su tutto il nord ovest.

“C’è una moria delle specie animali endemiche, quindi tipiche del nostro territorio, mentre altre hanno difficoltà nella riproduzione – spiega il direttore dell’ente, Monica Perroni -. Ad esempio l’occhione, volatile che nidifica sul greto del fiume, oppure gli anfibi delle zone umide, come il ‘rospo delle vanghe’ o la rana smeraldina, che vivono e si riproducono nelle pozze temporanee. Stiamo tentando, tramite ripopolamento, di salvare specie ittiche a rischio come la lampreda padana o la trota marmorata. Ma anche le querce ne stanno risentendo della mancanza di acqua, già da alcuni anni”. Tramite il progetto della “Foresta condivisa”, l’Ente del Po piemontese sta tentando di ripopolare zone boschive lungo l’asta del Po con essenze arboree resistenti alla siccità, ad esempio l’orniello, che richiede poca acqua.

Foto di Elisa Amadori 

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