Cavalli, farfalle e colombe per il “divertimento” degli sposi. L’Enpa: maltrattamento come fosse romanticismo, sindaci dicano basta

L’Enpa denuncia a tutto tondo un costume sempre più diffuso che utilizza gli animali come oggetti e per mero divertimento. Cerimonie ed eventi in cui vengono sfruttati senza ritegno, con superficialità e con il rischio di metterne a repentaglio la vita. “Cosa spinge due persone che dovrebbero celebrare l’amore a farlo maltrattando e in alcuni casi uccidendo degli animali innocenti? Colombe utilizzate per divertimento degli sposi e degli invitati che una volta liberate hanno pochissime speranze di sopravvivere, farfalle fatte volare al posto del lancio del riso nei matrimoni che per metà muoiono nei contenitori dove vengono trasportate. Cavalli costretti a trainare carrozze sotto il sole con intere famiglie a bordo”, viene scritto nel documento di denuncia.

Si tratta anche di una moda d’importazione, che arriva dagli Usa. Gli animali vengono sfruttati persino nei gender reveal party, le feste per svelare il sesso del nascituro e che ora stanno avendo successo anche in Italia.

“A New York – si legge – il 2 febbraio gli operatori della Wild Bird Fund hanno recuperato una colomba rosa che volava fra gli alberi di Madison Square Park. L’animale era completamente dipinto con vernice rosa, ed era stato usato proprio per una di queste feste. Da noi in alcuni casi sono proprio le agenzie che organizzano matrimoni a proporre le raccapriccianti opzioni di usare gli animali al posto del lancio del riso, alternative definite “romantiche” e in alcuni casi perfino “ecologiche”.


“I matrimoni – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – sono diventati il luogo delle crudeltà più o meno consapevole: colombe bianche che non sanno dove andare, farfalle che muoiono perché prese per le ali, cavalli costretti a trainare carrozze sotto il sole con temperature altissime. E’ veramente un ossimoro. Per questo come Ente Nazionale Protezione Animali ci rivolgiamo al presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Antonio Decaro, affinché inviti i primi cittadini di tutta Italia a firmare apposite ordinanze per vietare il volo di colombe e di ogni altro utilizzo improprio di animali in occasione di matrimoni, feste e fiere. Ricordiamo infatti che il sindaco rappresenta la massima istituzione a livello locale per la tutela degli animali nel suo territorio. Il Comune di Pescara quest’estate ha dato il buon esempio approvando un’ordinanza in questo senso e vietando anche l’uso delle colombe per i matrimoni. Ci auguriamo che sempre più comuni italiani seguano l’esempio. Infine, ci rivolgiamo anche a tutte quelle persone che sono in procinto di celebrare una bella ricorrenza nella loro vita: non accostate il sangue dell’uccisione e del maltrattamento di animali ai vostri momenti di gioia! Lasciate stare gli animali e scegliete tra le tante possibilità, anche ecologiche, che ormai il mondo degli eventi offre”.

Ad aiutarci anche sul fronte della conoscenza della legge, va ricordato l’articolo 544 ter del Codice Penale, che punisce il reato di maltrattamento e sanziona chi cagiona all’animale delle sofferenze con una pena dai 3 a 18 mesi di reclusione, oppure una multa da 5.000 a 30.000 euro.

“Se poi, da questo comportamento dovesse derivare la morte dell’animale – spiega Claudia Ricci, avvocato Enpa – allora si aggraverebbe la pena della metà: ad esempio, ipotizzando la pena massima di 30.000 si andrebbero ad aggiungere altri 15.000 euro. Molti sposi non sanno che nel compiere quelli che per loro superficialmente possono solo sembrare dei modi originali di festeggiare stanno invece commettendo un reato, provocando sofferenza negli animali che hanno deciso di utilizzare per la loro festa. Come ufficio legale Enpa presentiamo puntualmente denuncia contro questi atti di crudeltà. Ed è importante ricordare che dietro quei secondi di “divertimento”, quasi sempre, si cela una vita intera di sofferenza. Le colombe, ad esempio, vengono appositamente allevate solo per essere vendute in questi eventi e si trovano a vivere tutta la vita in una gabbia salvo poi essere liberate senza cognizione di causa in situazioni che, molto probabilmente, le faranno andare incontro alla morte”.

Foto di __ drz __ 

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