In Brasile stop alla sperimentazione animale per industria cosmetica

 In Brasile stop ai test sugli animali vertebrati nell’industria cosmetica: a deciderlo è una risoluzione del Conselho Nacional de Controle de Experimentação Animal(Concea), il Consiglio nazionale per il controllo della sperimentazione animale membro del ministero della Scienza, la tecnologia e l’innovazione di Brasilia. Il provvedimento ha effetto immediato ed è stato pubblicato oggi in gazzetta ufficiale, come segnalato sul suo profilo Twitter rilanciando la notizia dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. La Concea, si legge in un suo comunicato, ha reso noto che la misura introduce “il divieto dell’uso di animali vertebrati, eccetto l’uomo, nella ricerca scientifica, nello sviluppo e nel controllo di prodotti per l’igiene personale, cosmetici e profumi che utilizzano ingredienti o composti con sicurezza ed efficacia scientificamente provate nelle loro formulazioni”. Nella risoluzione si afferma inoltre “è obbligatorio nel Paese utilizzare metodi alternativi ai test sugli animali riconosciuti dalla Concea, nello sviluppo e nel controllo di qualità di prodotti” cosmetici “che utilizzino nelle loro formulazioni ingredienti o composti la cui sicurezza o efficacia non sono state scientificamente dimostrate”. Rispetto a questo, il Consiglio ha specificato però che la competenza regolamentare spetta “ad altri enti e organismi pubblici”. 

Un disegno di legge simile alla norma emessa oggi dalla Concea è in discussione in Parlamento ed è tornato alla Camera dopo l’approvazione con modifiche da parte del Senato. La risoluzione della Concea, spiegano i media brasiliani, ha comunque diritto di veto sulla possibilità di impiegare animali nella sperimentazione per la produzione di cosmetici. L’impiego degli animalinella sperimentazione per i prodotti per l’igiene personale e la cosmesi è vietato in Unione Europea, dal 2009 e poi in forma integrale dal 2013, ma non negli Stati Uniti. In Ue è anche proibita anche la vendita di prodotti che violano il divieto. Un provvedimento come quello emesso oggi era richiesto da tempo dalle associazioni animaliste brasiliane.

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