Italiani amano prodotti che rispettano animali,+3,3% vendite

Non solo cibi e bibite, ma anche prodotti per la cura della persona e della casa: i prodotti “amici” degli animali sono sempre più scelti tra gli scaffali di supermercati e ipermercati. Sono 2.892 i prodotti di largo consumo che dichiarano o certificano in etichetta il rispetto degli animali e hanno visto 1,7 miliardi di euro di vendite annue, in crescita di +3,3% rispetto ai 12 mesi precedenti. A misurare la cosiddetta “animal welfare economy” in Italia è la 12/ma edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che monitora l’evoluzione della spesa degli italiani incrociando le informazioni sulle confezioni. Complessivamente questi prodotti sono il 2,2% dei quasi 130 mila di largo consumo.

“Anno dopo anno, il carrello della spesa “rispettosa degli animali” continua ad arricchirsi di nuovi prodotti, grazie all’aumento dell’offerta proposta dalle aziende, sempre più sensibili al benessere animale”, spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. L’indagine ha analizzato sei tra claim e certificazioni di quest’area tra il primo luglio 2021 e il 30 giugno 2022. Le crescite annue più significative sono state registrate dalla certificazione ASC (per l’acquacoltura responsabile), che con il +6,7%, arriva a 43 milioni di euro di vendite realizzate da 59 prodotti, e dal claim “no cruelty”, che con +6,7% superando i 280 milioni di euro. “No cruelty” è anche l’indicazione più diffusa sulle etichette: l’Osservatorio Immagino l’ha trovata su 1.280 prodotti, pari all’1% del totale rilevato. Seconda è la certificazione Friend of the sea, con 648 prodotti (0,5% del totale) per oltre 553 milioni di euro (+0,2% annuo). Segue il logo Cruelty free, con 629 prodotti per quasi 61 milioni di euro di vendite (+0,4%). Al quarto posto per numero di prodotti c’è il claim “benessere animale”, individuato su 588 referenze, con 585 milioni 2 di euro, + 6,5%. Quanto al claim “vegano”, invece, si trova su 3.554 prodotti (3,9% del totale) che hanno sviluppato 980 milioni di euro, in calo annuo di – 1%.

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