Lupi più vicina alla città di Roma. “Antidoto” naturale per i cinghiali?

 Il video e’ chiaro: inquadra un pezzo di strada e un grande prato verde accanto, dove tre lupi si rincorrono, risalgono a gran velocita’ verso una collina e poi si fermano di colpo, accovacciandosi. Una voce fuori campo esclama: “Guardali, guardali, stanno andando dai cinghiali la’ sopra”. Il video risale a tre giorni fa, gira di whatsapp in whatsapp, prima sui cellulari di esperti e cacciatori, nelle ultime ore e’ diventato virale. La strada indicata e’ la Tiberina, altezza Castelnuovo di Porto, ma non c’e’ assoluta certezza che la zona sia proprio questa. Non ci sono conferme. Ai Vigili urbani del paese tra la Flaminia e la Tiberina non risultano avvistamenti recenti. Dicono pero’ di essere a conoscenza “di un video che circola”, ma di non saperne di piu’. Chi invece si dice “sicuro che sulla Tiberina i lupi ci sono” e’ Giacomo Cretti, esperto di fauna selvatica, Del caso specifico e del video che gira non sa nulla di preciso, ma sa con certezza che quattro o cinque giorni fa una foto-trappola periscopica notturna ha avvistato un bel maschio di lupo che andava a passeggio sull’Aurelia, nei pressi di Castel di Selce, a un chilometro dal raccordo anulare. “Il problema e’ grave – aggiunge – ma non e’ una novita’, non mi meraviglia che i lupi siano intorno a Roma”.

 Del resto gia’ l’anno scorso, ai primi di luglio, alcuni esemplari sono stati avvistati alle porte della capitale, nei pressi di Labaro e di Prima Porta. E una quarantina, almeno, tra Formello, Campagnano e Sacrofano, nell’area del Parco di Vejo. Lo studio Ciucci-Boitani, biologi ambientali, stimava in 200-220 gli esemplari di questa specie in Italia dagli anni ’80. Oggi Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, “calcola, per difetto, che in Italia abbiamo una presenza minima tra i 3.300 e i 3.600 lupi”, dati che risalgono all’anno scorso, 2022, precisa Cretti. Un lupo ogni 88,5 chilometri quadrati circa; uno ogni 44 chilometri quadrati, se si considerano soltanto gli areali dove la specie e’ effettivamente presente, cioe’ le Alpi e gli Appennini.

“Pero’ alcuni anni fa, un documento poi scomparso, ma che ho avuto modo di vedere, della Regione Toscana affermava che solo in quella regione c’erano 200 branchi segnalati, cio’ significa dai 3 ad un massimo di 5 lupi per branco”, sottolinea Cretti. I lupi sono piu’ vicini alle citta’. Attirati dai rifiuti e sempre meno timorosi della presenza dell’uomo. Secondo alcuni esperti sarebbe importante “rispettarli e non scacciarli”, perche’ possono essere un’occasione per contenere l’avanzata dei cinghiali.

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