Stop a Yulin. Da Pitti Uomo il sostegno per finanziare Humane Society International

A una settimana dal festival di Yulin, in Cina, dove ogni anno si celebra il commercio della carne di cane e gatto a scopo di consumo alimentare, Calabrese 1924 presenta a Pitti Uomo 104 una capsule collection solidale realizzata in partnership con Humane Society International, organizzazione internazionale per la salvaguardia di tutti gli animali. Calabrese 4Pets è una linea di foulard e pochette in puro cotone popolata da cani e gatti stilizzati, dall’allure vintage, pensata per gli amanti degli animali. La capsule – in edizione limitata – sarà in vendita esclusivamente online sul sito di Humane Society International (HSI)/Europe, per finanziare le linee di intervento prioritarie della non profit. Tra queste, lo stop al consumo di carne di cane e gatto nel mondo: https://donate.hsi-europe.org/page/124616/donate/1?ea.tracking.id=vanity

La collezione mira a riportare l’attenzione sul fenomeno, nel momento più critico dell’anno: nel giorno del solstizio d’estate, infatti, nel sud della Cina hanno inizio le manifestazioni che celebrano il consumo di carne di cani e gatti. Una pratica ancora in essere nonostante un recente sondaggio, commissionato dalla stessa Humane Society International e dal suo partner cinese Vshine, abbia dimostrato che solo una minoranza dei residenti di Yulin – la città simbolo per il consumo di carne di cane e gatto, dove ogni anno si tiene il famoso ”festival” – si opporrebbe oggi al divieto di questo brutale commercio. Il 70% degli intervistati afferma invece che un tale divieto non avrebbe un impatto significativo sulla propria vita e l’81% non ha espresso obiezioni.

Parallelamente, in Indonesia, Humane Society International sta promuovendo una petizione per la chiusura del mercato degli orrori di Tomohon, a nord dell’isola di Sulawesi. Ogni mese migliaia di cani e gatti, molti dei quali domestici sottratti alle loro famiglie, vengono brutalmente trasportati per centinaia di chilometri per essere macellati nei mercati del Nord Sulawesi. Spesso affrontano lunghi viaggi senza cibo né acqua, stipati in gabbie e sacchi così stretti da non potersi muovere, con la bocca chiusa da non riuscire quasi a respirare. Arrivati a destinazione assistono alla brutale uccisione di altri animali, tremando mentre aspettano il loro turno.

Questo commercio non solo è incredibilmente crudele, ma è anche illegale a causa dei rischi per la salute pubblica, in particolare la rabbia. Lavorando con i nostri partner di Animal Friends Manado Indonesia – l’unico rifugio per animali della provincia – Humane Society International ha la possibilità di chiudere una rete di macelli situati nel centro della città e in altre zone e di porre fine in modo permanente alla vendita di cani e gatti e della loro carne nel mercato di Tomohon.

Attraverso la campagna #FriendsForever, Humane Society International vuole far sì che gli animali da compagnia vengano trattati come amici e non come cibo in tutto il mondo. In questa battaglia Calabrese 1924 è un nuovo prezioso alleato. Oggi l’azienda è guidata da Annalisa, quarta generazione di una famiglia di imprenditori della cravatta. Tutto ebbe inizio negli anni ’20 del secolo scorso con Eugenio Calabrese che per un brevissimo periodo fu affiancato dal fratello Antonio. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale la fabbrica fu dismessa.

Fu Francesco Calabrese nel dopoguerra ad affrontare una nuova sfida: riprendere in mano l’eredità paterna. La prima difficoltà, per la ripresa della produzione, fu il reperire la materia prima. Una ricerca difficile che alla fine lo portò a conoscere un grossista napoletano che riuscì a fornirgli unicamente dei tessuti per confezionare abiti da bambini: colori chiari, fiorellini, stampe, micro fantasie. Partì con questi per dare continuità a quella tradizione che non doveva e non poteva morire. Intorno agli anni ’60 ormai aveva raggiunto un grande successo con le sue cravatte dall’etichetta: F. Calabrese. All’epoca era uno dei cravattifici più antichi, nonché tra i pochi in Europa, vantando clienti in tutto il vecchio continente e oltreoceano. La storia continua prima con Gaetano Calabrese e poi, dal 1991, con la figlia Annalisa. Un heritage da preservare e custodire: oggi le cravatte Calabrese 1924 sono in vendita nelle più raffinate boutique di tutto il mondo.

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