Emilia Romagna non grida “al lupo al lupo”…

Un “modello virtuoso” che “ha permesso l’instaurarsi di un equilibrio rispetto alla presenza del predatore e il comparto zootecnico”. Cioè tra lupo e agricoltori dell’Emilia-Romagna: Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente, rispondendo a Laura Cavandoli, deputata della Lega, inquadra così la situazione in regione. E spiega: in Emilia-Romagna, la Regione da circa un decennio ha attivato interventi per “mitigare gli impatti derivanti dalla presenza del lupo”. 

Per prevenire danni alle aziende zootecniche, viene fornita assistenza tecnica gratuita per individuare i sistemi di difesa dagli attacchi da lupo più adatti alle caratteristiche di ogni allevamento, e sono attive -24 ore su 24- una casella postale e un numero telefonico, anche per i cittadini, per segnalare situazioni critiche. I sopralluoghi seguiti alle segnalazioni sono mediamente una cinquantina all’anno per le aziende zootecniche, mentre le risposte dei tecnici ai cittadini, per “fornire gli strumenti necessari per prevenire gli aspetti critici”, sono nell’ordine di una trentina. Detto ciò, Pichetto ha citato anche gli stanziamenti per misure di prevenzione degli attacchi dei lupi e per indennizzarne i danni. 

IN ARRIVO UN VADEMECUM PER SAPERE COME COMPORTARSI COL LUPO – Inoltre, la Regione “sta predisponendo un vademecum che riporta indicazioni circa i comportamenti da adottare e le indicazioni per comprendere e dimensionare il fenomeno. Si sta inoltre pianificando una campagna di comunicazione per informare la cittadinanza sulle buone pratiche che possono essere implementate al fine di ridurre i rischi”, ha aggiunto Pichetto. Nel frattempo è in discussione nella Conferenza Stato-Regioni una nuova versione del piano d’azione per il lupo: se approvata “fornirebbe una base per possibili aperture a prelievi, in modo strettamente controllato”, ha aggiunto Pichetto. 

IN ITALIA CI SONO 3.307 LUPI, ECCO LE NORME CHE LI TUTELANO -Cavandoli voleva capire cosa potesse fare il ministero per tutelare gli allevatori soprattutto dell’Emilia-Romagna anche rielaborando i piani di gestione del lupo o utilizzando deroghe alla Direttiva Habitat; e suggeriva “piani di monitoraggio e verifica degli esemplari”. Ci sono 3.307 lupi in Italia, è stata la risposta di Pichetto che ha ribadito come l’animale sia protetto da molte tutele e norme: “Sono vietati cattura, uccisione e disturbo dei lupi”. Sono possibili interventi in deroga per “comprovati gravi danni alle attività produttive o nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica”: autorizzati dal ministero dell’Ambiente, dopo parere Ispra, nel rispetto delle norme. E se sono impossibili misure alternative, e se le deroghe non pregiudicano “il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specifiche popolazioni di lupo”.

I prelievi “operati senza una rigorosa verifica del rispetto di queste condizioni” possono sfociare in infrazione europea. La prima ‘regola’ è prevenzione: con i cani addestrati, le stalle notturne, le recinzioni e gli indennizzi. Diverso il caso degli ibridi , ha specificato il ministro, e quello dei lupi ‘condidenti’ con l’uomo che qualche rischio lo comportano non tanto per l’uomo ma per altri animali domestici. E qui ci sono vademecum specifici che suggeriscono “opportuni interventi gestionali”: dal monitoraggio alla dissuasione, fino alla rimozione, “nel rispetto delle condizioni imposte dalla normativa. Ove la presenza di lupi in ambienti antropizzati ha causato particolare allarme, si è intervenuti fino ad ora con azioni di dissuasione, o con cattura e spostamento”, ha detto Pichetto. Rimozione che vale anche per gli ibridi “garantendo che non sia compromesso lo stato di conservazione del lupo “. Con l’ok di Ispra alcune amministrazioni locali hanno autorizzato, cattura, sterilizzazione e rilascio di animali ibridi.

(fonte Dire Ambiente)

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