Quei frequenti decessi degli orsi

di Stefania Piazzo – In queste settimane le associazioni animaliste sono insorte per alcuni eventi “inspiegabili”, il ritrovamento di tre orsi morti in trentino. Nel mentre sono stati chiesti accertamenti, possiamo fare un piccolo passo indietro quando, lo scorso anno, morì l’orsa F43, durante le operazioni di cambio del radiocollare. E, prima ancora, come non ricordare il decesso di Danzica, che lasciò soli i cuccioli?

Su F43 si sollevò l’opinione pubblica, la sua morte fece scalpore. I fatti si consumarono in val di Concei, durante un intervento per la sostituzione del radiocollare che portava dal luglio 2021 perché ritenuta troppo “confidente” con gli esseri umani. Il dispositivo andava cambiato, ma secondo le dichiarazioni dell’equipe dei veterinari, una volta sedata l’orsa aveva assunto una posizione che le fu stata fatale. A nulla servirono i tentativi di rianimazione degli operatori. Dai primi accertamenti dell’equipe veterinaria emerse che l’orsa F43 sarebbe morta a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l’anestetico fece effetto.

“La più famosa vittima è Daniza, che lasciò orfani nel 2014 i suoi cuccioli. “Ci chiediamo, ancora una volta, come sia possibile gestire così la presenza degli orsi, come sia possibile continuare a far morire animali selvatici in operazioni che richiedono competenza e accuratezza” ricordava la delegata dell’Oipa di Trento, Ornella Dorigatti.

All’estero la presenza degli orsi nei parchi è una risorsa e genera turismo. In Italia, solo problemi?

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