Caccia, Enpa: Piombo, bracconaggio, fauna e ambiente sotto scacco

Oggi domenica 17 settembre, ancora una volta, l’apertura generale della caccia. Ma quest’anno l’emergenza è fortissima”. Così l’Enpa segnala in una nota alcune delle maggiori critiche: “Il primo posto spetta alla politica faunicida del governo e della maggioranza. Il governo con il famigerato Piano straordinario quinquennale per il “controllo” di tutte le specie, nessuna esclusa e in qualunque periodo, una vera deregulation venatoria. La maggioranza con le proposte di legge in discussione nella commissione Agricoltura della Camera tese a dare alle regioni pieni poteri per uccidere orsi e lupi.

Armieri. In prima linea contro la fauna. Obbiettivi: la sua mercificazione, d’intesa con parte degli agricoltori (selvatici sui banchi dei supermercati). E gli armieri hanno lavorato alacremente contro il Regolamento europeo che vieta l’uso del piombo nelle zone umide nella caccia. 

Bracconaggio. La spietata uccisa dell’orsa Amarena è il simbolo della violenza anche sulle specie particolarmente protette. E’ un affronto al sentire comune la ridicola sanzione recata dall’articolo 727 bis del Codice Penale, che da anni Enpa chiede di riformare: gli assassini della fauna protetto non devono più cavarsela con quattro soldi. 

Cacciatori. Sempre più anziani e sempre meno. Per tenerli su, provvedimenti sempre più generosi da parte del governo. Non sono neppure 450 mila, però hanno tanti santi in paradiso, o meglio, tanti padrini politici. Clima. Sempre più caldo, sempre più eventi estremi che colpiscono la biodiversità, ma nessun provvedimento di sospensione degli spari. Per la politica di destra la biodiversità non è un valore, nonostante l’articolo 9 della Costituzione l’abbia posta tra i valori fondamentali e affermi la sua tutela da parte dello Stato. 

Emendamenti. Scatenati i senatori in occasione del decreto “asset “nella commissione Ambiente: poteri alle regioni per variare specie r tempi di caccia. blocco delle sospensive dei calendari venatori concesse dai Tar su ricorsi ambientalisti, guerra all’ISPRA. 

Lupi e orsi. Sempre più nel mirino delle province autonome di Trento e Bolzano: la campagna elettorale-in Trentino Alto Adige- si voterà il 22 ottobre-vuole i suoi trofei, anche a costo di condannare a morte ingiustificatamente o di sparare nel mucchio. E se il TAR di Bolzano ha fermato l’uccisione di due lupi in Val di Fiemme, subito la Provincia ha emanato un altro provvedimento per ucciderne due in Val Venosta. 

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