Uccisi i 10 maiali al rifugio Cuori liberi. Ignorata l’istanza delle associazioni

Nella sola provincia di Pavia, dove si trova il santuario, sono stati abbattuti a oggi circa 34 mila maiali. Queste le dimensioni più generali di un’ecatombe dettata dall’esistenza di allevamenti, intensivi e non, di animali considerati come meri oggetti, merce.

Erano 10 i maiali per i quali l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) aveva chiesto una diversa fine, insieme ad altre associazioni. Ma la fine è arrivata all’alba di stamattina quando le forze dell’ordine sono entrate nel rifugio “Cuori liberi” di Zinasco, in provincia Pavia, e hanno così consentito agli operatori di ucciderli. Proprio ieri le associazioni avevano inviato un’istanza urgente alle autorità chiedendo un diverso esito della vicenda, istanza sostenuta da argomenti tanto etici quanto logici.

«I dieci animali, se tenuti in vita, sarebbero stati il simbolo del riscatto del lato umano che dovrebbe guidare leggi, regolamenti, ordinanze», commenta l’Oipa. «Invece sono entrati ignorando le richieste degli attivisti e delle associazioni per la tutela degli animali. In definitiva, di fronte a dieci animali perfettamente isolati, non destinati alla filiera alimentare, alcuni sani, altri portatori sani di Psa, si è preferito trattarli, come sempre, come oggetti, merce».

Nella sola provincia di Pavia, dove si trova il santuario, sono stati abbattuti a oggi circa 34 mila maiali. Queste le dimensioni più generali di un’ecatombe dettata dall’esistenza di allevamenti, intensivi e non, di animali considerati come mera fonte di reddito.

Una volta di più si conferma come la vera scelta a monte in grado di scongiurare tali disastri sia quella di non alimentarsi più di esseri senzienti.

Leggi e scarica il comunicato stampa inviato ieri

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